Rizzo per l’Italia sovrana e popolare


Marco Rizzo è stato uno storico militante del PCI e, dopo lo scioglimento determinato dalla svolta della Bolognina, ha contribuito a fondare Rifondazione Comunista, fino ad aderire — seguendo le indicazioni di Armando Cossutta — al Partito dei Comunisti Italiani.

Una lunga militanza politica

Nei tre lustri che vanno dal 1994 al 2009 è stato eletto prima al Parlamento italiano e poi a quello europeo, per fondare poi un altro partito, denominato ancora comunista. Di questo PC ha ricoperto il ruolo di segretario dal 2009 al 2023 e poi di presidente onorario fino al luglio 2024. Nel 2022, come segretario del PC, ha contribuito a fondare la lista elettorale Italiana Sovrana e Popolare, che si è presentata alle ultime elezioni politiche in alleanza con altri partiti. Nel 2023 una parte dei componenti della lista è andata a formare Democrazia Sovrana Popolare, che nel 2024 si è trasformata definitivamente in un partito politico, del quale Marco Rizzo è coordinatore.

L’alleanza con Alemanno e il sospetto dei partiti

Rizzo, nel percorso politico per le iniziative sulla pace, sia in Ucraina che per il Medio Oriente, si è ritrovato con personalità importanti anche di destra, come l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. Rizzo e Alemanno hanno portato insieme, in diverse iniziative, la bandiera della Palestina, nonostante le rispettive aree di appartenenza — la destra sociale per Alemanno e la sinistra estrema per Rizzo — abbiano intrapreso strade diverse. Per questo motivo, l’alleanza rossobruna tra la Democrazia Sovrana e Popolare del presidente onorario del Partito Comunista e il Movimento Indipendenza dell’ex leader di Alleanza Nazionale è stata guardata con sospetto e curiosità dai partiti di destra e di sinistra.

Il carcere per Alemanno e la solidarietà di Rizzo

Anche il fatto che Alemanno si ritrovi in carcere da inizio anno non ha cambiato i rapporti politici con Marco Rizzo. Infatti, il leader comunista gli ha espresso solidarietà, scrivendo sui social le testuali parole:

“Temo che nei confronti di Alemanno ci sia un accanimento per le sue posizioni contro la guerra”.

Gianni Alemanno, dalla notte di Capodanno, si trova infatti in una cella del carcere romano di Rebibbia con l’accusa di avere violato le regole sulla misura dei servizi sociali a cui era sottoposto.

Le accuse ad Alemanno

L’ex sindaco di Roma era stato condannato a un anno e dieci mesi per traffico di influenze illecite nella maxi inchiesta “Mondo di mezzo”, e avrebbe dovuto svolgere lavori socialmente utili nella struttura “Solidarietà e Speranza”, gestita da suor Paola D’Auria.

Secondo gli inquirenti, non avrebbe rispettato quanto stabilito dal giudice e avrebbe avuto, nel corso del 2024, più incontri con l’ex avvocato Paolo Colosimo, condannato in via definitiva nel 2018.

Per questo motivo il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha emesso un provvedimento d’urgenza a carico dell’ex ministro ed ex sindaco, il quale, il giorno prima di essere arrestato, era come sempre attivo sui social con il suo Movimento, polemizzando duramente sia con i partiti di destra che con il PD.

La posizione di Rizzo: giustizia e due pesi e due misure

A questo punto Alemanno rischia di scontare per intero la sua pena passata in giudicato. Rizzo si schiera dalla sua parte, perché afferma che in Italia, in tema di giustizia, ci sono tante disparità di trattamento.

Il coordinatore di Italia Sovrana e Popolare espone anche degli esempi concreti, ricordando alcune fattispecie con le testuali parole:

“Se un cittadino non paga l’autobus perché ha il biglietto scaduto o l’ha dimenticato, viene sanzionato. Ma ci sono invece delle situazioni dove immigrati o delinquenti vari ne combinano di tutti i colori e non succede niente. Questo per parlare delle vicende normali, del popolo.
Poi ci sono casi più eclatanti, come quello del carabiniere Cerciello Rega, che viene accoltellato a Roma da un americano che finisce ai domiciliari perché dice che non l’aveva visto, un sacco di scuse, ma a casa mia questo si chiama omicidio”.

Un accanimento politico?

Secondo Rizzo, il caso di Alemanno va collocato tra i casi eclatanti, perché, anche se forse ha peccato sugli orari di rientro o cose simili nella sua condizione di persona sottoposta ai servizi sociali, un uomo ultrasessantenne non deve essere arrestato con modalità brutali la notte di Capodanno. A Rizzo sembra un accanimento e parla della pratica italica dei due pesi e due misure, con una motivazione che potrebbe essere politica. Infatti Alemanno è stato ministro, sindaco, insomma un uomo di potere, e le sue ultime iniziative politiche sembrano praticare una traiettoria orientata alla pace, battendosi coerentemente contro la guerra.

Destra e sinistra? Un dualismo superato

L’incarcerazione, secondo Rizzo, dovrebbe essere riservata a reati gravi, al reiterare dei reati o a una comprovata pericolosità sociale. La vicenda penale di Alemanno, per lui, non rientra in queste categorie.

A giudizio del leader di Italia Sovrana e Popolare, bisogna superare la dicotomia destra-sinistra, che di fronte alle due grandi sfide — il lavoro e la pace — ormai non ha più senso di esistere.

Una visione geopolitica alternativa

Per Rizzo i giovani devono tornare a interessarsi della politica con passione, ma c’è bisogno di fare un’analisi concreta della situazione mondiale. A suo avviso, nei tempi attuali, non è la destra a detenere il potere, ma la grande finanza, che trasforma i popoli in meri schiavi consumatori. Rizzo ha espresso questi concetti anche nel suo libro, una sorta di intervista resa a Fabio Dragoni, dal titolo “Riprendiamoci le chiavi di casa. Manifesto per un sovranismo popolare oltre la destra e la sinistra”.

Trump, Vannacci e Mattarella

Rizzo ammette di aver sperato nella vittoria di Trump per far cessare le guerre nel mondo. Queste le sue parole riguardo le questioni internazionali:

“Io ho auspicato che vincesse Trump, proprio perché tra lui e una signora che non sapeva nulla e dava retta all’ideologia woke non c’erano dubbi. Ma io mi sento pure vicino a Vannacci, un generale della Nato che ha fatto un discorso storico al Parlamento europeo quando ha detto: ‘Basta, tacciano i cannoni'”.

Dal punto di vista della politica internazionale, Rizzo preferisce l’attuale vicesegretario della Lega persino all’attuale presidente della Repubblica, che in questi giorni è alle prese con problemi di salute, fortunatamente in via di miglioramento.

Secondo Rizzo, infatti, non basta citare la Costituzione, come fa Sergio Mattarella, ma è necessario applicarla, ricordando che l’articolo 11 afferma esplicitamente che:

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

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