Le prime ore del nuovo anno sono caratterizzate dai commenti sull’undicesimo discorso di Sergio Mattarella da Presidente della Repubblica e dall’ufficialità della nuova giunta regionale della Campania di Roberto Fico. Mattarella, anche questa volta, sceglie di iniziare il suo discorso dalla pace, anche per collegarsi a un discorso più generale sulla convivenza civile.
La pace, infatti, deve essere anche un modo di pensare, vale a dire quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio. Mattarella ricorda anche le parole di Papa Leone XIV, che ha fatto un richiamo esplicito alla necessità di disarmare le parole nelle attività quotidiane e soprattutto nel linguaggio politico.
Bisogna rimuovere il senso fatalistico, di impotenza, che assale tutti i soggetti politici rispetto a ciò che accade nel mondo. Il cuore del suo discorso è dedicato agli anni della Repubblica italiana, che diventeranno ottanta nel nuovo anno, esprimendo decenni di alto significato valoriale.
Mattarella ricorda, come segno dell’unità di popolo, il ruolo delle donne, che fu simbolicamente impresso dalla loro chiamata per la prima volta alle urne. Il voto alle donne rappresenta il segno che impresse alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso – ancora in atto – verso la piena parità, un principio della Costituzione italiana che ha ispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni.
Partendo dalla scelta del 1946, sono temi ancora attuali quelli della sanità, la casa, il lavoro, la previdenza, l’informazione con la RAI che, come servizio pubblico, deve assolutamente rappresentare una garanzia di pluralismo. Mattarella esalta il contributo alla Repubblica della cultura, dell’arte, del cinema, della letteratura, della musica e anche dello sport.
Nel discorso lamenta il fatto che troppi giovani fanno della violenza il loro unico strumento di espressione, ma le istituzioni italiane devono dimostrarsi sempre più forti del terrore, grazie alle forze politiche e sociali, che devono essere capaci di difendere i principi fondativi della Repubblica.
Il Presidente, dopo aver ricordato l’esempio straordinario di Falcone e Borsellino, parla anche delle lacune e delle contraddizioni della storia della Repubblica, che però continua a rappresentare un percorso di successo nel mondo, di cui essere orgogliosi. La consapevolezza di questa storia può conferire la forza necessaria per affrontare con serenità le sfide e le insidie attuali, come il contrasto alle vecchie e nuove povertà, alle diseguaglianze, alle ingiustizie, ai comportamenti che feriscono il bene collettivo, come la corruzione, l’infedeltà fiscale e i reati ambientali.
Il Presidente Mattarella richiama tutti all’impegno, secondo il proprio livello di responsabilità, senza che nessuno possa sentirsi esentato. La conclusione del discorso è rivolta ai giovani, che invita a essere esigenti e coraggiosi nel scegliere il futuro.
La nuova giunta regionale della Campania guidata da Roberto Fico
Roberto Fico ha annunciato la squadra della sua giunta, dopo una lunga mediazione tra tutte le forze politiche del campo largo formato da Pd–M5s–Avs–Psi e Italia Viva, e alla fine c’è stato lo spazio richiesto da De Luca per alcuni suoi uomini. Del resto, sono queste le alleanze che hanno permesso all’ex presidente della Camera di battere il centrodestra nelle elezioni regionali di fine novembre.
La sua giunta è formata da dieci assessori. Mario Casillo, l’uomo più forte del PD, è il nuovo vicepresidente con delega ai Trasporti, Mobilità e Mare. Sempre per il PD, Vincenzo Cuomo assume le deleghe al Governo del Territorio e Patrimonio, mentre le Politiche Sociali e la Scuola andranno ad Andrea Morniroli.
In quota M5S c’è invece Claudia Pecoraro, che si occuperà di Ambiente, Politiche Abitative e Pari Opportunità. All’ex presidente Vincenzo De Luca restano le deleghe alle Attività Produttive e allo Sviluppo Economico, affidate all’ex vicepresidente della sua giunta, Fulvio Bonavitacola.
A Vincenzo Maraio, segretario nazionale del Psi, sono affidate le deleghe al Turismo, Promozione del Territorio e Transizione Digitale. Poi, all’area riformista di Renzi, tocca con Angelica Saggese il Lavoro e la Formazione, mentre a Ninni Cutaia della lista del Presidente Fico vanno le deleghe alla Cultura, agli Eventi e al Personale.
Fiorella Zabatta, co-portavoce nazionale dei Verdi, assume in quota AVS le deleghe alle Politiche Giovanili, allo Sport, alla Protezione Civile, alla Biodiversità, alle Politiche di Riforestazione, alla Pesca, all’Acquacoltura e alla Tutela degli Animali. Maria Carmela Serluca, per il partito di Mastella Noi di Centro, assessora al Bilancio del Comune di Benevento, prende la delega all’Agricoltura.
Il presidente Fico decide invece di tenere per sé la Sanità, il Bilancio, i Fondi Nazionali ed Europei e le restanti deleghe non assegnate, imitando in questo il suo predecessore.


