Era stato deciso da tempo che la candidatura alla presidenza della giunta regionale della Campania dovesse spettare al Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, ma non si riusciva a raggiungere l’accordo con Vincenzo De Luca.
A sbloccare la situazione in senso favorevole sembra sia stato un incontro al Nazareno della segretaria Schlein con il segretario provinciale di Napoli Sarracino e il parlamentare europeo Ruotolo, che è riuscito a superare le difficoltà emerse in una parte dei democratici campani, in vista della futura elezione del figlio dell’attuale presidente della giunta regionale, il deputato Piero De Luca, alla segreteria regionale del partito.
Da tempo il partito è sotto la guida del commissario Antonio Misiani, senatore ed ex uomo di governo del PD. L’ipotesi di una candidatura di Sandro Ruotolo alla segreteria regionale, sostenuta da una parte del PD campano (compreso Sarracino), è venuta meno per favorire un accordo unitario.
Il ruolo di Ruotolo e le tensioni interne
Il parlamentare europeo Ruotolo, che era ormai pronto a candidarsi, si è dovuto piegare alle disposizioni superiori della segretaria nazionale del PD. Schlein ha fatto della soluzione della questione campana una bandiera, utile a dimostrare la solidità dell’alleanza con il leader pentastellato.
A questo punto, solo una sparuta minoranza riformista del PD, guidata dalla parlamentare europea Pina Picierno, si è dichiarata contraria all’accordo. La Picierno, dopo anni di commissariamento, non accetta che il congresso regionale della Campania diventi soltanto uno scambio di favori deciso a Roma.
L’intesa su Piero De Luca e la candidatura di Fico
La scelta del figlio di Vincenzo De Luca alla guida del PD campano rappresenta un elemento fondamentale dell’intesa, costruita da mesi, per convincere il governatore uscente a sostenere la candidatura dell’esponente del Movimento 5 Stelle Roberto Fico alla sua successione.
L’ex presidente della Camera è riuscito a prevalere sugli altri nomi interni al movimento, come Sergio Costa, già ministro, e Alfonso Pecoraro Scanio, ex leader dei Verdi e più defilato.
Le reazioni politiche e la posizione di Azione
Se da un lato la candidatura di Fico compatta gran parte del centrosinistra, dall’altro provoca la presa di distanza del partito Azione di Carlo Calenda.
Come già accaduto in Toscana, Marche e Calabria, Azione abbandona il “campo largo”. Calenda, a un evento politico al Caffè della Versiliana, dichiara con toni duri:
“Azione non c’è. Io, prima di mettere la Campania in mano a Fico, mi taglio le mani. Non ha mai avuto nessuna responsabilità gestionale, tranne quella di aver preso l’autobus dal primo giorno da presidente della Camera, poi era con la scorta. Ci sono dei consiglieri regionali che lo supportano, li perderò, ma io non lo supporto”.
Il profilo biografico di Roberto Fico
Roberto Fico, candidato del centrosinistra alla Regione Campania, è nato a Napoli nel 1974. Dopo aver frequentato il Liceo classico Umberto I, si è laureato nel 2001 in Scienze della Comunicazione all’Università di Trieste, con una tesi sull’identità sociale e linguistica della musica neomelodica napoletana.
Prima della politica ha lavorato nel settore della comunicazione, negli uffici stampa e come responsabile del personale in una società di ristorazione interna a un albergo. È stato dirigente di un operatore turistico internazionale, importatore di tessuti dal Marocco e ha lavorato anche in un call center.
L’impegno nei meetup e le prime candidature
Il 18 luglio 2005 Fico fonda a Napoli uno dei 40 meetup “Amici di Beppe Grillo”, che saranno il seme del Movimento 5 Stelle. È stato tra i primi attivisti del movimento e nel 2010 si candida per la prima volta a presidente della Regione Campania, ottenendo l’1,35% dei voti.
Nel 2011 si presenta come candidato sindaco di Napoli, fermandosi all’1,38%. Nel 2012 è il più votato alle Parlamentarie del M5S nella circoscrizione Campania 1 e, con 228 preferenze, diventa capolista ed eletto deputato alle politiche del 2013.
Il percorso parlamentare e la presidenza della Camera
Nel 2013 viene eletto presidente della Commissione di Vigilanza Rai, promuovendo trasparenza e accesso ai dati. Nel 2018, con un risultato record nel collegio di Napoli-Fuorigrotta (57,6%), torna in Parlamento e viene eletto presidente della Camera dei Deputati.
Nel 2018 riceve dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un mandato esplorativo per verificare un’intesa tra PD e M5S, che porterà al governo giallorosso guidato da Conte. Nel 2021 riceve un nuovo incarico esplorativo, ma senza esito positivo.
Dal limite dei mandati alle elezioni regionali
Nel gennaio 2022 presiede il Parlamento in seduta comune per l’elezione del Presidente della Repubblica. Nello stesso anno viene eletto Presidente del Comitato di Garanzia del M5S.
Non potendosi ricandidare alle politiche del 2022 per via del limite dei due mandati, Fico potrebbe ora tornare protagonista sulla scena politica con le elezioni regionali in Campania previste per fine novembre. Tuttavia, Vincenzo De Luca tenta ancora di restare in carica il più a lungo possibile.


