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L’adolescenza rappresenta quella fase della vita che inizia al concludersi dell’infanzia, verso i dieci anni, e termina intorno ai diciotto/vent’anni aprendo le porte all’età adulta. Il passaggio dall’infanzia all’età adulta si definisce, dal punto di vista medico e biologico, periodo puberale o comunemente pubertà. Proprio durante la pubertà, nel maschio e nella femmina si raggiungono la maturità sessuale e ne consegue la capacità riproduttiva.

Adolescenza, il rapporto con il proprio corpo e con il cibo

L’adolescenza è il periodo in cui si assiste sia nell’uomo, ma anche nella donna, ad un aumento proporzionato della massa magra, nonché all’accrescimento dello scheletro e dei muscoli.

E’ opportuno sottolineare che questo periodo della vita racchiude innumerevoli eventi che spesso risultano particolarmente delicati dal punto di vista psicologico e che coinvolgono e mettono in evidenza l’emotività delle persone.

L’alimentazione proprio in questo periodo della vita riveste un ruolo ed un significato importante, soprattutto per quanto riguarda la percezione dell’immagine corporea nelle adolescenti.

Una corretta alimentazione nell’età adolescenziale segue gli stessi principi generali di quella del bambino e tende ad avvicinarsi, man mano che prosegue l’accrescimento corporeo, al fabbisogno energetico dell’individuo adulto.

Lo scopo di una sana alimentazione nell’adolescenza è essenzialmente quello di gettare le basi delle corrette abitudini alimentari, cercando in questo modo a prevenire le malattie che si possono verificare nel corso dell’età adulta.  Bisogna poi considerare che, a volte, la fragilità psicologica di questi anni coincide con il rapporto col cibo e bisogna essere attenti a valutare l’eventuale insorgenza dei disturbi del comportamento alimentare (DCA), quali l’anoressia e la bulimia nervosa. Per questo a composizione dei pasti riveste un ruolo fondamentale ed è importante dare all’adolescente la possibilità di scegliere gli alimenti graditi, poiché questo, secondo il mio punto di vista, permette al ragazzo di discernere e non di subire le scelte.

Adolescenza, il ruolo della famiglia

Come nel bambino, anche nell’adolescente, un ruolo fondamentale viene rivestito dalla famiglia che deve essere di esempio a uno stile di vita sano e consapevole.

Ad esempio, se nel corso dell’infanzia, la famiglia ha contribuito nell’educazione alimentare in modo corretto, l’adolescente mangerà bene e se ha bisogno di un introito calorico maggiore incrementerà le porzioni mangiando cibi di qualità!

Al contrario, se l’adolescente non è abituato a mangiare correttamente, la tipica ribellione di questi anni lo porterà alla ricerca di cibo spazzatura, pizzette, panini farciti, biscotti e dolciumi vari e questo contribuirà a rafforzare gli errori alimentari che poi si trascinerà nel corso dell’età adulta col conseguente aumento del rischio di sviluppare malattie.

Gli errori alimentari

Una nota dolente per molti adolescenti è l’eliminazione dai pasti a base di verdura, ortaggi e frutta che invece sono fonti di vitamine e minerali indispensabili per la loro crescita. E’ tipico trovare adolescenti obesi o in sovrappeso, ma allo stesso tempo malnutriti.

La malnutrizione è dovuta ai frequenti errori alimentari come l’aumento del consumo di cibi ad alta densità calorica, ricchi di grassi saturi e zuccheri semplici, ma allo stesso tempo poveri in ferro e calcio, minerali essenziali per lo sviluppo!

Il calcio, ad esempio, serve a portare a compimento l’impalcatura dello scheletro, mentre il ferro assume un ruolo fondamentale, soprattutto per le ragazze, durante il ciclo mestruale.

Alcuni errori alimentari sono ad esempio il fatto che per l’introduzione di calcio si tende ad aumentare il consumo di alimenti lattiero-caseari, che sono cibi ipercalorici e ricchi di grassi saturi. Il mio consiglio invece è quello di abituare il ragazzo a consumare frutta a guscio come mandorle, noci, nocciole ma anche alcuni ortaggi come i cavolfiori e i cavoli che contengono calcio e rappresentano dunque una buona fonte di questo minerale. Inoltre, una spremuta d’arancia offre circa 70mg di Calcio e quindi può essere un buon compromesso se il ragazzo non consuma la frutta!

Per il giusto apporto di ferro ci è sempre stato insegnato che bisognava mangiare una fetta di carne rossa! Le linee guida ci ricordano che non bisogna eccedere con il consumo di carne ed è possibile, per l’approvvigionamento di ferro consumare legumi (in particolare le lenticchie), le verdure a foglia verde, come spinaci, rucola, bietole, indivia ecc., ma anche del cioccolato fondente e del cacao amaro, ma senza unirlo latte che ne impedisce l’assorbimento.

Il ferro presente nei cibi di origine vegetale poi, per essere assorbito, ha bisogno di un transfert che è rappresentato dalla vitamina C. Per tale ragione è consigliabile e utile condire con del succo di limone le verdure e le insalate.

Alimentazione, l’importante è calibrare

La composizione dei pasti giornalieri di un ragazzo o di una ragazza nell’età puberale è simile a quella degli adulti, ma, in alcuni casi, è possibile aumentarne le porzioni, soprattutto se sono impegnati in attività sportive. Bisogna tener presente che è la qualità di cibo ad essere protagonista di uno sviluppo armonioso e completo e dal momento che l’adolescente tende ad essere indipendente, non seguirà quasi mai le indicazioni dei genitori, per questo è fortemente consigliata una buona educazione alimentare a monte; ovvero durante l’infanzia! Se manca una corretta educazione alimentare sarà complicato intervenire sulle loro scelte alimentari e questo porterà ad abusare di cibo spazzatura che provocherà senza ombra di dubbio la tendenza ad aumentare di peso, e quindi a sviluppare il sovrappeso e l’obesità!

È chiaro che non va assolutamente vietato nulla poiché le privazioni, soprattutto dietetiche, spesso possono essere dannose e recare danni dal punto di vista psicologico! Tutto deve essere calibrato, dal momento che ci si potrebbe poi trovare difronte a comportamenti ossessivi nei confronti del cibo, indice di disturbi del comportamento alimentare (DCA), soprattutto nelle ragazze.

I genitori dovrebbero essere oculati e attenti cercando, ad esempio, di controllare senza esasperare l’eventuale eccessiva selettività dei cibi, un ossessione per gli alimenti biologici o naturali, un controllo maniacale dell’apporto nutrizionale degli alimenti, poiché questi rappresentano segnali che devono essere esaminati con attenzione e, seppur andando nella giusta direzione dal punto di vista delle scelte alimentari, potrebbero celare un bisogno di controllare il proprio corpo e sfociare nell’anoressia o nella bulimia nervosa. Anche una dieta completamente sregolata, con abuso di junk food e talvolta anche di alcolici deve essere percepita dai genitori come un segnale di allarme o di disagio poiché non esiste solo il “rifiuto del cibo” nei DCA.

Infine, deve essere tenuta sotto controllo anche un’eventuale scelta vegetariana, sempre più diffusa come moda e tendenza tra i giovani, che senza ombra di dubbio è un approccio nutrizionale di qualità, ma è fondamentale sapere che il ragazzo o la ragazza, che si proietta verso questo stile alimentare accetti di essere seguito/a da professionisti del settore della nutrizione esperti in alimentazione vegetali e ciò per evitare eventuali stati di carenza e deficit nutrizionali.

(articolo a cura del Dr. Giovanni Sambiase, biologo nutrizionista)

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