Il 15enne che ha ammesso di aver colpito con un coltello il giovane calciatore Bruno Petrone in via Bisignano è scoppiato in lacrime durante l’interrogatorio. Intanto i cinque indagati — quattro fermati e uno denunciato — compariranno a breve davanti al gip. Le condizioni della vittima, operata d’urgenza al San Paolo, mostrano segnali di miglioramento.
Raid per vendetta
Il 15enne che ha confessato l’accoltellamento di Bruno Petrone non regge alla tensione e scoppia in pianto. Un’immagine lontana da quella del minorenne che, nella notte tra il 26 e il 27, avrebbe affondato la lama nel ventre del 18enne in via Bisignano. Il gruppo si era già presentato spontaneamente alle forze dell’ordine poche ore dopo il raid.
Interrogatori e accuse
È iniziata così la lunga notte di ascolti per i cinque adolescenti coinvolti. Quattro sono in stato di fermo, mentre un quinto è stato denunciato a piede libero. Per tutti l’ipotesi di reato è concorso in rissa e tentato omicidio. Ragazzi incensurati, appartenenti a famiglie lontane dagli ambienti criminali, riuniti in quella che — nelle intenzioni — sarebbe potuta sembrare una “bravata”, tragicamente degenerata.
La confessione del 15enne
«Mi dispiace, non volevo uccidere Bruno», ha dichiarato il minorenne, assistito dai suoi legali. Ha raccontato di un litigio avvenuto una settimana prima nella zona dei baretti di Chiaia, episodio che avrebbe alimentato la tensione. Il ragazzo ha spiegato di essersi procurato il coltello “per difesa”, dicendosi pentito del gesto. L’arma, ancora insanguinata, è stata ritrovata in una caditoia non lontano dal luogo dell’agguato.
Il ruolo del gruppo
Secondo la ricostruzione, la furia vendicativa del 15enne avrebbe trascinato anche gli altri quattro amici, tutti 17enni. I carabinieri della compagnia “Centro”, grazie alle telecamere della zona, li avevano già identificati poco dopo l’agguato. Il 15enne ha sostenuto che l’incontro con Petrone sia stato casuale e che solo in quel momento avrebbe perso il controllo.
Le condizioni di Petrone
Dall’ospedale San Paolo arrivano segnali di speranza: il giovane calciatore, operato d’urgenza con l’asportazione della milza, mostra miglioramenti, sebbene la prognosi resti riservata. Famiglia e compagni dell’Angri non lo lasciano un attimo. Poche parole, sussurrate con fatica, quando ha saputo della vittoria del Napoli: «Che bello, sono contento».


