Durante una conferenza stampa all’Osservatorio Vesuviano di Napoli, l’INGV ha aggiornato sullo sciame sismico attivo ai Campi Flegrei. Francesca Bianco (INGV) ha spiegato che sono stati registrati 35 eventi, tre dei quali superiori a magnitudo 3, con il picco a 4.4. Le scosse si concentrano tra i 2 e i 3 km di profondità, in un’area già nota per la sua fragilità.
Frane e instabilità del territorio
Mauro Di Vito, direttore dell’Osservatorio, ha segnalato piccoli crolli di tufo in zona Solfatara, Gauro e Accademia a seguito delle scosse principali. Episodi che confermano l’instabilità geologica dell’area.
Monitoraggio costante e assenza di magma in risalita
Il suolo continua a sollevarsi di circa 15 mm al mese. Nessun segnale di risalita magmatica è stato rilevato, ma il sistema idrotermale mostra un progressivo riscaldamento. La rete di sorveglianza, già fitta, sarà ulteriormente potenziata.
Indicazioni alla popolazione
Di Vito ha invitato i cittadini a evitare comportamenti impulsivi dopo le scosse, come l’uso dell’auto, che ostacola i soccorsi.


