Negli ultimi mesi l’attenzione pubblica si è concentrata su piattaforme online che diffondono immagini private senza consenso, esponendo le vittime a una gogna digitale. Non si tratta solo di un fenomeno legato ai social network: in alcuni casi, interi portali hanno prosperato per anni grazie a sistemi di reindirizzamento e server all’estero.
Il caso phica.eu
Secondo quanto rivelato dal quotidiano Domani, l’amministratore del sito phica.eu sarebbe un 45enne residente a Firenze ma originario di Pompei, V.V., titolare dal 2023 di una piccola società. La piattaforma, evoluzione di phica.net, non solo raccoglieva materiale pornografico, ma ospitava anche foto private di donne inconsapevoli – tra cui giornaliste, attrici e figure istituzionali – accompagnate da commenti violenti e sessisti. Il portale è stato oscurato soltanto di recente.
Denunce e minacce
Tra le prime a denunciare pubblicamente la vicenda c’è stata Mariateresa Passerelli, esponente di Sinistra italiana. La politica napoletana ha subito insulti, minacce e campagne d’odio sui social, rivolte anche ai familiari. Passerelli ha sporto denuncia, ricevendo la solidarietà di attiviste e colleghe che chiedono maggiore impegno contro la violenza digitale.


