Un quadro complesso e sempre più preoccupante emerge dall’ultima indagine commissionata da Facile.it a mUp Research*: nel 2025 1,5 milioni di cittadini campani hanno rinunciato a curarsi, frenati da difficoltà economiche o da tempi d’attesa eccessivamente lunghi nel sistema sanitario pubblico. Un dato che fotografa con chiarezza il disagio diffuso nell’accesso alle cure.
Attese infinite e “liste chiuse”
Secondo lo studio, oltre un paziente su due si è imbattuto almeno una volta nelle cosiddette “liste d’attesa chiuse”, ovvero l’impossibilità di prenotare una prestazione per mancanza di disponibilità. Un ostacolo che, insieme all’allungarsi dei tempi per visite ed esami, spinge sempre più campani verso la sanità privata. Nel 2025 ben l’89% dei pazienti ha fatto ricorso almeno una volta al regime di solvenza, affrontando costi medi di circa 190 euro per prestazione.
Il ricorso ai prestiti per potersi curare
La pressione economica è tale che quasi 180mila pazienti hanno dichiarato di aver dovuto chiedere un prestito – a finanziarie, amici o parenti – pur di non rinunciare a visite o trattamenti. Un fenomeno che gli esperti di Facile.it spiegano così: «Il credito al consumo può aiutare le famiglie ad affrontare spese mediche importanti, dilazionando i pagamenti ed evitando rinunce che potrebbero rivelarsi rischiose per la salute».
Prestiti medici: importi richiesti e profilo dei richiedenti
L’osservatorio congiunto Facile.it – Prestiti.it rileva che, nel 2025, i finanziamenti destinati alle spese sanitarie hanno rappresentato quasi il 4% dei prestiti totali richiesti in Campania. Chi ha presentato domanda ha cercato di ottenere in media 5.522 euro, con una rata mensile di circa 123 euro da restituire in 52 mesi.


