Dopo il drammatico incidente sulla funivia Castellammare-Monte Faito, costato la vita a quattro persone, la procura di Torre Annunziata concentra le sue indagini su tre elementi chiave: sistema frenante, manutenzione dell’impianto e condizioni meteorologiche. La cabina precipitata è stata ritrovata a metà percorso, tra il secondo e il terzo pilone. Secondo l’ipotesi più accreditata, il veicolo sarebbe improvvisamente arretrato a forte velocità, finendo contro un pilone prima di schiantarsi al suolo. Le immagini di una telecamera mostrano la cabina che ondeggia e scompare nella nebbia.
Ipotesi di reato e accertamenti tecnici
La procura ha ipotizzato i reati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. L’intero impianto è stato posto sotto sequestro, incluso il sistema frenante. Uno dei punti cruciali è capire perché il freno d’emergenza non abbia funzionato nella cabina precipitata.
Il maltempo escluso come causa
Il presidente dell’Eav, Umberto De Gregorio, ha escluso responsabilità del maltempo, sottolineando l’esistenza di un sistema automatico che blocca la funivia in caso di vento forte. L’impianto era stato riaperto da soli sette giorni dopo tre mesi di test continui.


