A Napoli il Carnevale si celebra a tavola con piatti ricchi e simbolici come la lasagna al ragù, le chiacchiere con il sanguinaccio e il migliaccio. Si tratta di preparazioni nate nei secoli dalla tradizione popolare, legate all’uso stagionale degli ingredienti e all’ultimo momento di abbondanza prima della Quaresima.
Lasagna napoletana di Carnevale
Piatto sontuoso a base di pasta all’uovo, ragù, polpettine, ricotta, mozzarella e provola. Le sue origini risalgono all’antica Roma (laganum), ma la versione tipica di Carnevale si consolida in età moderna. Nel 1837 Ippolito Cavalcanti descrive una lasagna opulenta, arricchita persino con zucchero e cannella. Non esiste un inventore preciso: era diffusa sia nelle cucine nobiliari borboniche sia in quelle popolari. La tradizione nasce dall’esigenza di consumare carni e latticini prima della Quaresima.
Curiosità: alla corte dei Borbone era così amata da valere a Francesco II il soprannome di “Re Lasagna”.
Chiacchiere
Dolce fritto a base di farina, uova e zucchero, spolverato di zucchero a velo. Le chiacchiere derivano dai frictiliadell’antica Roma, preparati durante i Saturnali. Non hanno un autore noto: sono una ricetta popolare tramandata nei secoli, legata all’abitudine di friggere dolci ricchi prima del digiuno quaresimale.
Curiosità: il nome cambia da regione a regione (bugie, cenci, crostoli). Una leggenda attribuisce il termine “chiacchiere” a un episodio di corte con la regina Margherita di Savoia.
Sanguinaccio napoletano
Crema dolce al cioccolato, oggi senza sangue, tradizionalmente servita con le chiacchiere. In origine veniva preparato con il sangue del maiale, subito dopo la macellazione invernale, per non sprecare nulla dell’animale. È un dolce di origine contadina, legato al Carnevale e al periodo che precede la Quaresima.
Curiosità: l’uso del sangue è vietato dal 1992; il nome però è rimasto, così come il valore simbolico legato a Sant’Antonio Abate e al maiale.
Migliaccio
Dolce morbido a base di semolino, ricotta, uova e aromi. Il nome deriva dal latino miliaccium e indica un’antica preparazione medievale a base di miglio. In origine includeva anche il sangue di maiale; tra Settecento e Ottocento si trasforma nel dolce che conosciamo oggi. È tipico del periodo di Carnevale soprattutto nelle aree rurali della Campania.
Curiosità: esiste anche una versione salata, con formaggi e salumi, diffusa localmente.
Una tradizione che accomuna tutti i piatti di Carnevale
Lasagna, chiacchiere, sanguinaccio e migliaccio condividono un’origine popolare e collettiva, legata alla fine dell’inverno e alla preparazione alla Quaresima. Nessuno di questi piatti ha un inventore certo: sono il risultato di secoli di evoluzione gastronomica, tra cucina contadina, feste religiose e usanze familiari, che ancora oggi raccontano l’anima del Carnevale napoletano.


