Vitigno Italia 2025: cosa bolle in Campania? Un viaggio in sei calici

Vitigno Italia 2025 si è concluso con un bel successo di numeri, con oltre 12000 visitatori, 250 cantine in expo e tante masterclass di alto livelo. 
L’evento si è svolto alla Stazione Marittima e nell’ambito di Vitigno Italia 2025, ho preso parte alla degustazione “Cosa bolle in Campania”, una masterclass d’autore condotta da Tommaso Luongo (Presidente AIS Campania), Luciano Pignataro (giornalista enogastronomico) e con la partecipazione di Maurizio Teti, direttore della manifestazione.
Un viaggio verticale nelle bollicine campane, tra metodo classico e vitigni autoctoni, da Ischia al Sannio.


Cosa bolle in Campania? La degustazione di 6 vini campani.

A guidare la degustazione c’era Tommaso Luongo, delegato AIS Campania. Di seguito la mia personale degustazione.

La Pietra di Tommasone – Ischia Bianco Spumante DOC

Vitigni: 50% Biancolella, 50% Forastera – Metodo Classico, 36 mesi sui lieviti

Ischia si rivela subito perla enologica con questo spumante che porta in sé la luce del Mediterraneo. Il colore dorato ricorda il sole isolano, mentre al naso arrivano note di pesca gialla e sentori tostati, figli della lunga sosta sui lieviti. Sul finale, una lieve sfumatura salmastra ci ricorda la prossimità al mare. In bocca domina la freschezza, vivace e persistente, che stimola la salivazione e accompagna fino all’ultima goccia.

San Salvatore 1988 – Gioì Spumante Brut Rosé Millesimato

Vitigno: Aglianico – Metodo Classico, 36 mesi sui lieviti

Dal Cilento arriva una bollicina rosé che affonda le radici nel calcare e nel mare. Un colore che richiama la buccia di cipolla, con riflessi tamarindo. Al naso si apre su toni floreali – viola, geranio, rosa – e fruttati di lampone, ciliegia matura e fragole, arricchiti da delicate note di pasticceria. Al palato esplode in acidità, mantenendo eleganza e coerenza aromatica. Un rosé che racconta la forza dell’Aglianico in versione gentile.

Masseria Piccirillo – Prima Gioia Vino Spumante Brut Nature 2021

Vitigno: Pallagrello – Metodo Classico, 18 mesi sui lieviti – Brut Nature

Un omaggio alla nobiltà campana: il Pallagrello, caro ai Borboni, torna protagonista nel primo spumante mai realizzato con questo vitigno. Il colore è dorato e brillante, il naso ricorda la mela cotogna, i fiori di ginestra e le note di pasticceria. In bocca si distingue per la sua “grassezza”: morbido, rotondo, con grande volume e sapidità. Un sorso che conquista per equilibrio e profondità.

Il Verro – Metodo Classico Extra Brut Sheep

Vitigno: Coda di Pecora – Metodo Classico, 30 mesi sui lieviti

Una novità assoluta: il vitigno “Coda di Pecora” si fa bollicina e sorprende. Oro nel calice, il profumo è un viaggio campestre tra frutta matura, erbe falciate e pane appena sfornato, con una leggera nota fumé. Al palato è una scoperta: originale, sapido, diretto. Un metodo classico dallo stile identitario e deciso.

Cantine Di Marzo – 1930 Spumante Metodo Classico di Greco di Tufo Millesimato Brut Nature

Vitigno: Greco di Tufo – Metodo Classico – Millesimato Brut Nature

Storica maison irpina, Cantine Di Marzo propone un Greco di Tufo in versione metodo classico che conquista. Colore dorato intenso, al naso note tropicali di passion fruit, piccoli frutti rossi, agrumi, spezie e crosta di pane. In bocca è tutta l’identità del Greco: forza e potenza domate da una sapidità infinita. Bell assaje, verrebbe da dire. Questo metodo classico è quello che più ha entusiamato il sottoscritto, realizzato da una cantina che, come ha detto il patron ad una specifica domanda di un buyer, non è nuova alla spumantizzazione, anzi è dagli anni ’20 del secolo scorso che Cantine Di Marzo effettua la spumantizzazione delle proprie uve.

Fattoria la Rivolta – Ellenikos Spumante Rosato Brut

Vitigno: Aglianico – Metodo Classico – Spumante Rosato Brut

Dal Sannio, terra di argille e forti escursioni termiche, arriva questo rosato scuro che parla il linguaggio dell’Aglianico. Macerazione importante, profumi di ciliegia matura, spezie, balsamico. In bocca è strutturato, meno verticale, con grande volume e morbidezza. Un rosato di corpo e sostanza.

Vitigno Italia 2025 conferma ancora una volta il valore della Campania spumantistica. Sei territori, sei vitigni autoctoni, sei anime diverse raccontate da professionisti del settore e vissute calice dopo calice. Una masterclass che sa di futuro.

 

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