Nuovo disco per USN, trio hip hop formato da Tueff, Jegg e Dope One

E’ stato presentato il 9 maggio al PAN di Napoli il nuovo album di Underground Science Naples dal titolo “Scienza e coscienza” e, contestualmente, il libro “Lengua e Core“, reportage fotografico sul mondo del rap campano a firma di Pino Miraglia e Gaetano Massa.

Il videoclip del singolo è opera di InColore Communications e la regìa è di Gianluigi Sorrentino; tra le tracks del nuovo album “All’ombra del Vesuvio”, in cui il trio sottolinea, partendo dai cori razzisti ormai sempre più in voga negli stadi del nostro paese,quanto sia radicata la loro convinzione che, sotto la nostra montagna non ci sia solo ombra, il buio gettato dalla longa manus di chi “vò fà ‘o gangster ma pò va all’università”; ben lontani dal trend del plauso a serie come “Gomorra”, il trio tenta di dar voce alla speranza che si possa e si debba portare in auge quel che di positivo e di costruttivo esiste a Napoli.

E ancora, un brano come “Le due Sicilie” è occasione di confronto tra USN e Pino Miraglia sul movimento neoborbonico e sul processo di revisione storica, atto dovuto nei confronti delle popolazioni meridionali; a fronte di tutto ciò, però, lo stesso Tueff -che pure ama essere definito brigante p’ammore- chiarisce che non c’è, in questo, una volontà di restaurazione monarchica nelle loro rime quanto piuttosto l’esigenza di ristabilire la verità e da questa ripartire per la riaffermazione di un’identità, di un senso di appartenenza che sembra essere uno dei collanti del gruppo.

Molto interessante anche il libro fotografico “Lengua e core”, progetto durato tre anni nei quali i due autori hanno incontrato e vissuto il mondo del rap nelle sue tante sfaccettature, frequentando i posti del rap, la sua gente, la sua cultura che spazia del look, ai tattos, ai graffiti ma che passa, imprescindibilmente, per i  momenti di forte aggregazione soprattutto giovanile.

Una mappatura, la nostra, dei rappers e dei quartieri di appartenenza; un lavoro che si articola su tre livelli, tra i quali abbiamo voluto dare risalto prima alla categoria dei rappers lavoratori (quelli che ogni mattina si recano a bottega a lavorare) e che la sera inseguono bit e rime, e poi a quelli che ce l’hanno fatta, ai backstages dei grandi eventi rap di ragazzi che oggi possono vivere solo della loro musica. (Pino Miraglia)

Nel libro, inoltre, si racconta per immagini anche di fenomeni non molto noti del mondo rap, come, ad esempio gli immigrati di seconda generazione e la scarsità di voci femminili fatta eccezione per le breakers.

Consapevoli del fatto che la soglia media del loro target (che Dope One spera di ampliare in virtù del messaggio che cercano di diffondere) si abbassa progressivamente, USN sente chiaramente la responsabilità di veicolare concetti non commerciali e di facile digeribilità.

E lo fa anche stavolta con “Scienz e cuscienz”.

 

 

 

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