Napoli pareggio allo Stadio Olimpico contro la Roma


Roma – Napoli 1-1 il racconto post gara di Gianfranco Piccirillo, il dettaglio

La squadra di Conte ha fatto bene, ma non è riuscita a restare concentrata fino alla fine, senza pensare troppo ai pareggi delle avversarie e alle ultime ore del mercato di riparazione, nel quale dopo la cessione di Kvaratskhelia si attende ancora il sostituto, così come il difensore per lasciare ritornare il giovane Rafa Marin in Spagna. Il Napoli si trova ad affrontare una Roma schierata con diverse riserve per una scelta ben ponderata da Ranieri, per le fatiche di Europa League e soprattutto in vista dell’impegno in coppa Italia con il Milan, ancora senza Olivera e Buongiorno, presente comunque in panchina e quindi con ben tre ex giallorossi nella formazione iniziale, Jesus, Spinazzola e Lukaku.

Dopo un lungo periodo di studio, nel quale la capolista ha assunto comunque una netta supremazia territoriale, sono arrivate le prime conclusioni e il gol del vantaggio proprio sull’asse degli ex Jesus e Spinazzola, che supera Svilar con un bel pallonetto, liberato davanti al portiere della squadra di casa, sul lancio del brasiliano. Da segnalare, prima degli attacchi negli ultimi due minuti del primo tempo dei romanisti, le conclusioni di Lukaku e Mc Tominay che in un caso spreca l’occasione da buona posizione, calciando debolmente e centralmente sul portiere serbo nato in Belgio, e in un altro lamenta una spinta in area da possibile rigore. Il colpo di testa di Ndicka impegna severamente Meret nell’unica situazione pericolosa creata dalla Roma, perché la palla rimbalza sul terreno prima di essere respinta dal portiere friulano del Napoli, che ha sventato nelle ultime ore pure una rapina nella sua abitazione. Nella ripresa è sempre Mc Tominay a sprecare l’occasione del possibile raddoppio, tirando questa volta alto sulla traversa. Ranieri prova ad inserire Saelemaekers e Paredes al posto di Kone’ e del deludente faraone El Shaarawy, ma è sempre il Napoli ad essere padrone del campo, grazie alla forza sei suoi centrocampisti. Come al solito Conte non effettua cambi prima dei minuti finali, consapevole dell’ottima condizione atletica dei suoi titolari, che riescono a soffocare le fonti di gioco degli avversari, fin dalla partenza nella loro difesa con un pressing asfissiante e quindi efficace.

Ranieri si decide a potenziare l’attacco, inserendo Dovbyk al posto di Cristante e se non altro la Roma prova qualche soluzione offensiva sui calci piazzati, come nell’occasione di Paredes, che da l’illusione del pareggio al pubblico romanista, da anni acerrimo rivale della tifoseria partenopea. Come nel primo tempo giocano bene Spinazzola da una parte e Pisilli dall’altra, creando qualche presupposto interessante in fase offensiva in una gara piuttosto avara di emozioni. Le uniche occasioni per la Roma sono rappresentate dalle punizioni di Paredes, che colpisce pure un palo, mentre Conte inserisce Mazzocchi al posto di Neres, per cercare di coprirsi maggiormente nei minuti finali, nei quali Ranieri si gioca pure le carte Dybala e Baldanzi. Esce un ex romanista importante come Lukaku, per dare spazio al Cholito Simeone, che si è fatto apprezzare nel finale della gara vinta contro la Juventus e subito dopo Politano, romano di nascita, concede qualche minuto a Raspadori, forse perché Conte vuole dimostrare l’importanza nella rosa del nazionale italiano, che ha chiesto maggiore spazio. La tattica attendista della squadra di Conte questa volta non paga, perché nel recupero proprio nell’unica azione importante costruita dalla Roma Angelino, lasciato colpevolmente solo in area, riesce abilmente su buon assist di Saelemaekers a tenere la palla bassa nell’impattarla al volo, superando l’incolpevole Meret. E così il Napoli spreca una grande opportunità di staccare l’Inter in classifica, con la grande colpa di aver preferito difendere il minimo vantaggio, piuttosto che cercare di chiudere la partita con la seconda rete. In questo senso Conte avrà modo di giustificare le sue richieste di rinforzi, che tardano ad essere ascoltate dal presidente Delaurentiis che continua imperterrito da anni a preferire l’austerità alla voglia di vincere. Domenica prossima allo stadio San Paolo Maradona contro l’Udinese si saprà se Conte potrà avere a sua disposizione qualche ulteriore soluzione, che oggi all’Olimpico è clamorosamente mancata in attacco, per dare il colpo del KO alla squadra capitolina, risollevata egregiamente dall’esperto Ranieri, addirittura dalla zona retrocessione.

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