Con la promozione in Serie A del Pisa, cambiano anche le regole che il Club dovrà seguire per la composizione della rosa. Salvo cambiamenti infatti, nella passata stagione la Lega di Serie A ha definito le seguenti regole per la composizione delle rose:
Le società potranno indicare una rosa formata da 25 calciatori di cui 4 cresciuti nelle giovanili della squadra (cioè che tra i 15 e i 21 anni siano stati tesserati nel club per almeno 36 mesi) e 4 formati in Italia (cioè che tra i 15 e i 21 anni siano stati tesserati per una società italiana). Oltre a questa lista di 25 giocatori poi, “sarà consentito l’utilizzo aggiuntivo di calciatori che alla data del 31 dicembre della stagione precedente non abbiano compiuto 21 anni”.
In questa lista non vanno annoverati gli Under 22 poiché una società può disporne di un numero illimitato (e quindi possono essere utilizzati sempre), mentre per quelli al di sopra di quella soglia vanno fatte due distinzioni: quelli cresciuti in un vivaio estero e quelli cresciuti in un vivaio italiano. Tra cui anche il proprio, fattore da non sottovalutare e poi capirete il perché.
Questo elenco può contenere un massimo di 25 nominativi (di cui minimo 2 portieri). Ma per avere così tanti giocatori registrati si dovrebbe avere sino a un massimo di 17 elementi cresciuti all’estero più altri 8 cresciuti in Italia di cui 4 necessariamente nel proprio settore giovanile. Qualora nel proprio roster non ve ne siano, il massimo che si può registrare è una rosa di 21 giocatori con 17 cresciuti all’estero e 4 in Italia, mentre tutti gli altri sarebbero i sopraccitati Under 22.
In base a tutto ciò Vaira sarà di fronte a un compito non semplice, considerando anche la quota riservata ai giovani cresciuti nel vivaio.


