Un pizzico di Salis per vincere


Il centrosinistra, per riconquistare Genova, ha adottato una ricetta basata sullo sport, in una città che, pur avendo grandi tradizioni operaie, negli ultimi anni sembrava abituata al centrodestra e, in particolare, al “modello Bucci”. E invece la coalizione progressista ha portato a casa la vittoria grazie a Silvia Salis, che è diventata la nuova sindaca del capoluogo ligure.

Da atleta a sindaca

Salis è stata campionessa di lancio del martello, ma attualmente è soprattutto la vicepresidente vicaria del Coni, dimostrando grandi capacità nell’amministrazione degli organismi dirigenti dello sport italiano. La neo sindaca ha vinto le elezioni comunali, piazzandosi davanti a Pietro Piciocchi, sindaco facente funzioni uscente, sostenuto dal centrodestra, mentre la sua coalizione è composta dal Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, i Riformisti e la sua lista civica di riferimento.

Una rivincita elettorale per il centrosinistra

Silvia Salis ha portato il centrosinistra alla rivincita dopo le regionali di ottobre, perse ad opera dell’ex sindaco Marco Bucci, che aveva sconfitto, un po’ a sorpresa dopo le malefatte di Toti, il dirigente nazionale ed ex ministro del PD Andrea Orlando. Salis è una genovese purosangue, ha solo trentanove anni e nella sua carriera sportiva ha vinto diversi titoli, partecipando anche a due Olimpiadi.

Carriera sportiva e dirigenziale

Ha cominciato con il salto in lungo, ma il suo interesse si è poi spostato sul lancio del martello, dove i risultati sono stati molto più importanti. Nei primi anni Duemila arrivano le prime medaglie, tra cui tanti ori nei titoli nazionali juniores, fino all’esordio nella nazionale assoluta nel 2006, e poi le medaglie in Coppa Europa invernale di lanci, la vittoria ai Giochi del Mediterraneo e la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino e di Londra.

Dal Coni al Comune di Genova

Dopo aver lasciato l’attività agonistica a causa di un infortunio, Silvia Salis è diventata dirigente prima delle Fiamme Azzurre e poi in Fidal e nel Coni, di cui nel 2021 è diventata vicepresidente vicaria. È sposata con il regista Fausto Brizzi e ha un figlio di nome Eugenio.

Il programma politico

Il suo programma elettorale è stato impostato essenzialmente sul rafforzamento dei municipi di Genova, l’introduzione del salario minimo nei contratti comunali e la riforma dei servizi sociali al Comune. La nuova sindaca non ha una tessera di partito e rivendica la sua candidatura come espressione civica, incanalata però in un progetto politico ben definito.

Le parole della neo sindaca

La neo sindaca ha dichiarato testualmente: “Genova non deve più essere una città da cui si scappa, ma un luogo dove i giovani possano costruirsi un futuro e le famiglie vivere con dignità e sicurezza. La mia storia personale dimostra che il cambiamento è possibile. Ora questa bella storia è al servizio della mia importante città”.

Ex sportivi in politica

Questa elezione di Silvia Salis a sindaca di Genova nel campo del centrosinistra induce a riflessioni di carattere generale sull’attuale scenario politico italiano. Innanzitutto, la vittoria della lanciatrice del martello aiuta a superare i dubbi sull’ingresso in politica degli ex sportivi, che, sul piano teorico, dovrebbero essere abituati alla competizione, ma che poi spesso la rifiutano nella nuova vita post-agonistica.

Pochi precedenti illustri

Infatti, accade che gli atleti nella carriera successiva a quella sportiva preferiscano essere cooptati o nominati negli organismi dirigenziali o comunque puntare a un’elezione sicura senza patemi. In Italia sono rarissimi i casi di ex campioni dello sport che diventano successivamente politici nazionali con una certa visibilità e, tra questi, ricordiamo Valentina Vezzali, campionessa di scherma e componente del governo Draghi, e Josefa Idem, campionessa olimpica della canoa, costretta poi a ritirarsi dal governo Letta per presunti abusi edilizi e sull’ICI commessi proprio a Ravenna, altra città confermata nell’ultimo turno al centrosinistra con l’elezione di Alessandro Barattoni.

Altri esempi sportivo-politici

Tra i calciatori ricordiamo Gianni Rivera, golden boy e pallone d’oro, deputato e sottosegretario alla Difesa, Massimo Mauro, unico calciatore ad aver giocato assieme a Zico, Platini e Maradona, divenuto poi deputato dell’Ulivo. Ma è il campione olimpico ed ex primatista del mondo sui 200 metri Pietro Mennea l’esempio più forte di grandissimo campione dello sport passato in politica, perché divenne parlamentare europeo e si impegnò assiduamente su diversi temi, non solo riguardanti lo sport.

Versatilità e coraggio politico

Come esempio di calciatore va ricordato anche Damiano Tommasi, che, dopo aver svolto in modo egregio sia l’attività professionale che quella sindacale, è riuscito a diventare sindaco di una città importante come Verona. Silvia Salis è una donna che, dopo la carriera sportiva, ha saputo subito praticare una nuova attività, ma non le è bastato essere semplicemente una dirigente del Coni e ha scelto il campo del centrosinistra.

Un futuro anche per Pellegrini?

Invece, la campionessa del nuoto Federica Pellegrini, dedita molto anche a programmi televisivi, potrebbe essere un’espressione politica del centrodestra in futuro. La Salis va apprezzata perché, dopo aver svolto il ruolo di consigliera prima nella FIDAL e poi nel CONI, è stata nominata vicepresidente del CONI da Malagò in persona, e ha accettato comunque di mettersi in gioco con le amministrative di Genova, rinunciando alla possibilità più comoda di succedere proprio a Malagò alla presidenza del CONI, perché tra poco il massimo rappresentante dello sport italiano avrà raggiunto il limite dei tre mandati.

Una figura trasversale

Come molti altri sindaci di centrosinistra, in realtà Silvia Salis potrebbe essere tranquillamente candidata anche dall’altra parte politica, perché il suo programma su Genova si può inserire nel solco di un progressismo moderato, molto vicino soprattutto all’ex presidente del consiglio Matteo Renzi. Questa sua versatilità programmatica, unita alla capacità politica e anche mediatica, ha favorito Silvia Salis nella conquista dei voti moderati, e anche la sua presenza scenica è stata molto apprezzata trasversalmente, portandola a ottenere una bella vittoria al primo turno, con circa il 52% dei voti.

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