Indebito INPS: cos’è, quando nasce e cosa fare entro 30 giorni


L’indebito INPS è una richiesta di restituzione di somme che l’Istituto ritiene di aver erogato senza giustificato diritto.

Può riguardare pensioni, indennità o altre prestazioni e si manifesta quando, a seguito di controlli o aggiornamenti, emerge che il beneficiario ha percepito importi superiori a quelli spettanti.

Ricevere una comunicazione di indebito può generare preoccupazione, ma con una gestione attenta e tempestiva è possibile verificare la correttezza della richiesta e, se necessario, contestarla o rateizzarla.

In alcuni casi, come puoi approfondire in questo sito, si può richiedere addirittura l’annullamento dell’indebito INPS.

Differenza tra indebito previdenziale e indebito assistenziale

L’INPS eroga due categorie principali di prestazioni: previdenziali e assistenziali.

La distinzione è fondamentale per comprendere l’origine dell’indebito e le modalità di recupero.

Indebito previdenziale

Le prestazioni previdenziali si basano sui contributi versati nel corso della vita lavorativa. Rientrano in questa categoria:

  • pensioni di vecchiaia, anzianità o invalidità contributiva;
  • NASpI e altre indennità di disoccupazione;
  • indennità di malattia o maternità;
  • assegni per il nucleo familiare.

Un indebito previdenziale nasce quando l’INPS accerta che l’importo erogato è superiore al dovuto, per esempio a causa di errori di calcolo, cumuli non ammessi con redditi da lavoro o mancata comunicazione di variazioni contributive.

Indebito assistenziale

Le prestazioni assistenziali, invece, non dipendono dai contributi, ma da condizioni economiche e personali. Comprendono:

  • assegno sociale;
  • pensione e indennità di invalidità civile;
  • indennità di accompagnamento.

In questo caso, l’indebito si verifica quando vengono meno i requisiti previsti (ad esempio il superamento dei limiti di reddito o la perdita dello stato di invalidità) oppure quando il beneficiario omette di comunicare tempestivamente una variazione.

In sintesi:

  • l’indebito previdenziale è legato a errori o aggiornamenti contributivi;
  • l’indebito assistenziale dipende da mutamenti nelle condizioni economiche o personali.

Le cause più comuni di indebito INPS

Le situazioni che possono generare un indebito sono molteplici. Tra le principali troviamo:

  1. Ricalcoli e verifiche retroattive

L’INPS può correggere i propri conteggi in base a nuovi dati (contributivi, anagrafici o reddituali). Se emerge un importo versato in eccesso, viene richiesto il rimborso.

  1. Cumuli non ammessi

Alcune prestazioni non possono essere percepite insieme o sono compatibili solo entro determinati limiti di reddito. Ad esempio, la NASpI non è cumulabile con determinati rapporti di lavoro o con pensioni dirette.

  1. Comunicazioni tardive o omesse

Il cittadino è tenuto a comunicare variazioni di reddito, residenza, stato civile o occupazione. Il ritardo o la mancata comunicazione può comportare l’erogazione di importi non dovuti.

  1. Errori dell’INPS

Anche l’Istituto può commettere errori di calcolo o di procedura. Sebbene non sia il cittadino a causare l’irregolarità, l’ente può comunque chiedere la restituzione, valutando la buona fede del percettore.

  1. Aggiornamento dati da altre amministrazioni

Grazie all’incrocio di banche dati (Agenzia delle Entrate, Ministero dell’Interno, ecc.), l’INPS può scoprire incongruenze tra redditi o situazioni familiari dichiarate e quelle effettive, generando la richiesta di rimborso.

Cosa controllare e come agire entro 30 giorni

Ricevuto l’avviso di indebito, i primi 30 giorni sono fondamentali per verificare la correttezza della richiesta e valutare le alternative disponibili.

  1. Verifica dell’avviso

Occorre controllare con attenzione:

  • la causale (motivo dell’indebito);
  • il periodo di riferimento;
  • l’importo richiesto;
  • le modalità di restituzione o contestazione.

Un errore nella motivazione o nel calcolo può rendere l’indebito infondato, totale o parziale.

  1. Consultare la sezione “Visualizzazione indebiti”

Tramite SPID, CIE o CNS, si può accedere al portale INPS e consultare il servizio Visualizzazione indebiti, che consente di:

  • visualizzare il dettaglio delle somme;
  • scaricare la documentazione di calcolo;
  • controllare eventuali trattenute;
  • inviare richieste di chiarimento.
  1. Richiedere chiarimenti

Se qualcosa non è chiaro, si può contattare l’INPS attraverso:

  • il Contact Center (803164 da fisso, 06164164 da mobile);
  • il servizio online INPS Risponde;
  • PEC o raccomandata alla sede competente.

È opportuno indicare il numero dell’avviso e allegare eventuali documenti che possano supportare la propria posizione.

  1. Sospensione e ricorso

Se si ritiene che l’indebito sia errato, si può:

  • chiedere la sospensione del recupero;
  • presentare ricorso entro 30 giorni al Comitato Provinciale INPS (per prestazioni previdenziali) o, in casi più complessi, al Giudice del Lavoro.

Il ricorso deve essere motivato e documentato. In attesa della decisione, l’INPS può sospendere temporaneamente il recupero.

  1. Rateizzazione del debito

Se invece l’indebito è corretto, ma l’importo è oneroso, è possibile richiedere una rateizzazione entro 30 giorni dalla notifica.

Il piano di rientro può arrivare fino a 60 rate mensili, con importi proporzionati alla situazione economica del richiedente. Le rate vengono trattenute sulla pensione o versate tramite bollettini postali.

Tabella riassuntiva – Ricorso vs Rateizzo

Situazione Quando sceglierla Cosa fare entro 30 giorni Esito possibile
Ricorso (contestazione dell’indebito) Quando si ritiene che la somma non sia dovuta, o l’errore dipenda da dati non aggiornati o da errate valutazioni dell’INPS. Presentare ricorso amministrativo (o giudiziario) e chiedere sospensione del recupero. Allegare documenti a supporto (buste paga, dichiarazioni, certificati). Sospensione o annullamento totale/parziale dell’indebito, se riconosciuto fondato.
Rateizzazione (pagamento dilazionato) Quando l’indebito è corretto ma la somma è elevata o difficile da restituire in un’unica soluzione. Presentare domanda di rateizzazione all’INPS entro 30 giorni dalla notifica, indicando l’importo e la durata richiesta. Approvazione del piano di rientro con pagamento mensile fino a 60 rate. Eventuale sospensione delle trattenute fino all’esito della richiesta.

 

Vota qui — Miglior calciatore 2025

LEGGI ANCHE

Calciomercato Poggibonsi arriva Valenti

Calciomercato a casa Poggibonsi la società annuncia il colpo in entrata Valenti. Il comunicato stampa ufficiale del club: 𝗟’𝗨𝗦 𝗣𝗼𝗴𝗴𝗶𝗯𝗼𝗻𝘀𝗶 𝗱𝗮̀ 𝗶𝗹 𝗯𝗲𝗻𝘃𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼...

Calciomercato Stabia City arriva Palumbo

Calciomercato a casa Stabia City la società annuncia il colpo in entrata Palumbo. Il comunicato stampa ufficiale del club:   La società Stabia City è lieta...

spot_img
Castellammare di Stabia (NA)
081 874 42 06 - 347 132 66 64
spot_img

ULTIME NOTIZIE

Meteo Napoli e Campania oggi 31 gennaio

PUBBLICITA