Da domani la Bulgaria diventa ufficialmente il 21° Stato membro dell’Unione europea ad adottare l’euro. Un passaggio storico, atteso per anni e carico di significati economici e geopolitici, che però divide profondamente l’opinione pubblica di uno dei Paesi più poveri dell’Ue.
Secondo gli ultimi sondaggi, quasi la metà dei cittadini bulgari guarda alla moneta unica con preoccupazione. Il timore principale è quello di un aumento dei prezzi, già sperimentato in altri Paesi durante la fase di transizione, che potrebbe colpire in modo sproporzionato salari bassi e pensioni modeste. In un contesto segnato da forti disuguaglianze sociali e da un costo della vita in crescita, l’euro viene percepito da molti come un rischio più che come un’opportunità.
La Bulgaria entra nell’euro: speranza di stabilità o rischio caro-vita?
Di tutt’altro avviso sono i sostenitori dell’ingresso nella zona euro, che vedono nella moneta unica un’ancora di stabilità e un volano per la crescita. Il governo sottolinea come la Bulgaria, già da anni legata all’euro tramite il cambio fisso del lev, potrà ora beneficiare pienamente di tassi di interesse più bassi, maggiore attrattività per gli investimenti stranieri e di un rafforzamento della fiducia dei mercati.
Non solo economia. L’adozione dell’euro viene letta anche come una scelta politica e strategica. In un’area balcanica ancora attraversata da tensioni e influenze contrapposte, Sofia punta a rafforzare il proprio ancoraggio all’Occidente e alle istituzioni europee. «Entrare nell’euro significa essere al centro dell’Europa, non ai suoi margini», ha dichiarato il primo ministro, ribadendo la volontà di ridurre lo spazio di manovra dell’influenza russa nel Paese.
Gli osservatori internazionali invitano alla cautela ma anche all’ottimismo. L’esperienza di altri Stati membri mostra che l’impatto sui prezzi può essere contenuto con adeguati controlli e politiche di tutela dei consumatori, mentre i benefici si manifestano soprattutto nel medio-lungo periodo. Molto dipenderà dalla capacità delle autorità bulgare di accompagnare la transizione con misure sociali efficaci e una comunicazione trasparente.
Domani, con il debutto ufficiale dell’euro, la Bulgaria apre dunque un nuovo capitolo della sua storia recente. Tra timori concreti e grandi aspettative, il Paese si gioca una partita decisiva: trasformare la moneta unica da simbolo di paura in strumento di crescita e integrazione europea.


