Un proiettile esploso con evidente intenzionalità ha raggiunto, penetrando la vetrata, gli uffici della Procura generale presso la Corte d’Appello di Napoli. L’episodio risale al 2 gennaio e presenta caratteristiche tali da far pensare a un gesto potenzialmente letale, considerata la potenza d’urto e la traiettoria dell’ogiva, lunga diversi centimetri. La Procura di Napoli sta concentrando gli accertamenti sull’ipotesi di un’azione dolosa, mirata a colpire simbolicamente — o forse concretamente — il cuore della cittadella giudiziaria.
Arma di precisione o drone modificato
Le indagini, guidate dal dirigente della Squadra Mobile Giovanni Leuci, si muovono su due possibili linee: l’impiego di un fucile a lunga gittata oppure il lancio del proiettile mediante un drone adattato per uso offensivo, come quelli già utilizzati in contesti bellici. Il colpo ha centrato il 12° piano della torre C, forando la doppia vetrata con due fori perfettamente allineati, elementi che fanno pensare a uno sparo proveniente da una postazione elevata.
Punto di tiro ancora da individuare
Nei pressi della finestra colpita non ci sono edifici che consentano una linea di tiro diretta, ma a distanza si intravedono strutture dismesse che potrebbero essere state utilizzate come appoggio. Da lì potrebbe essere partito il colpo di fucile o essersi alzato in volo un drone modificato. Nonostante la gravità dell’accaduto, le attività negli uffici del piano — dove lavorano, tra gli altri, il procuratore generale Aldo Policastro e l’avvocato generale Simona Di Monte — sono riprese regolarmente.
Piste investigative aperte
Per gli inquirenti il proiettile, che ha attraversato lo spazio interno per diversi metri, avrebbe potuto colpire mortalmente chiunque si fosse trovato nell’ufficio. Si valuta anche il trasferimento del fascicolo alla Procura di Roma, competente quando le persone offese sono magistrati del distretto napoletano. Tra gli elementi da approfondire c’è anche il momento in cui sarebbe stato esploso il colpo: non è escluso che l’autore abbia scelto la notte di Capodanno per coprire il rumore dello sparo, come una sorta di prova generale.


