Un episodio gravissimo e inquietante si è verificato nella notte del 2 gennaio, quando un proiettile ha attraversato la finestra del 12° piano del Palazzo di Giustizia di Napoli, conficcandosi nella parete ad altezza d’uomo. Se in quel momento ci fosse stato qualcuno nella stanza, l’esito sarebbe potuto essere tragico.
Uffici coinvolti
Il piano colpito non è un’area qualunque: lì si trovano gli uffici del Procuratore generale Aldo Policastro e quelli di diversi sostituti procuratori generali. Un dettaglio che rende l’episodio ancora più delicato e che apre interrogativi sulla possibile natura e finalità del gesto.
Ipotesi degli investigatori
Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile di Napoli, coordinata da Giovanni Leuci. I primi rilievi della Scientifica indicano che la traiettoria del colpo esclude una provenienza dalla strada: troppo verticale e troppo precisa. Scartata anche la possibilità che sia stato esploso da un edificio vicino, giudicato troppo distante.
Pista del fucile o drone
Alla luce degli elementi raccolti, prende corpo l’ipotesi di un fucile di precisione oppure di un drone modificato, simile a quelli impiegati nei recenti scenari bellici come il conflitto russo-ucraino. Una pista che, se confermata, evidenzierebbe un livello di sofisticazione e pericolosità senza precedenti per un episodio avvenuto nel cuore della città.


