Il Consiglio dei Ministri approva un pacchetto di misure rigorose per l’ordine pubblico: dal “blocco” pre-manifestazione per i soggetti pericolosi alle sanzioni per i genitori dei minorenni armati. Un nuovo giro di vite sulla sicurezza pubblica. È questo il cuore del provvedimento appena licenziato dal Consiglio dei Ministri, che introduce misure drastiche per contrastare la violenza di piazza e il fenomeno delle “baby gang”. Il nuovo decreto sicurezza ridisegna i confini della prevenzione, introducendo strumenti controversi ma ritenuti necessari dall’Esecutivo, come il fermo preventivo fino a 12 ore e un giro di vite totale sul commercio e il porto di armi da taglio. Ecco, punto per punto, cosa cambia con le nuove norme.
Si introduce il fermo preventivo per i manifestanti
È la misura più politica e discussa del pacchetto. Per prevenire disordini durante cortei ed eventi sensibili, le forze dell’ordine potranno applicare un fermo preventivo fino a 12 ore.
La misura non è indiscriminata: si applica esclusivamente a persone con precedenti specifici e che, sulla base di elementi oggettivi, sono ritenute “potenzialmente pericolose” in vista della manifestazione. Per garantire le tutele costituzionali, il Pubblico Ministero avrà un ruolo di garanzia: potrà disporre il rilascio immediato qualora ritenga insussistenti i presupposti per il trattenimento. L’obiettivo dichiarato è “fermare la violenza prima che accada”, impedendo situazioni di disordine in piazza.
Tolleranza zero sui coltelli: multe ai genitori
Rispondendo all’allarme sociale causato dagli episodi di violenza giovanile, il decreto introduce il divieto assoluto di vendita di coltelli e armi da taglio ai minori di 18 anni.
La responsabilità viene estesa a tutta la filiera, dalle famiglie ai commercianti:
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Per i genitori: Sono previste multe fino a 1.000 euro se il minore viene trovato in possesso di armi da taglio, introducendo un principio di responsabilità educativa.
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Per i venditori: La stretta è durissima. Chi vende lame a minorenni (inclusi i negozi online) rischia sanzioni fino a 12.000 euro e, nei casi più gravi, la revoca della licenza commerciale.
Porto d’armi: stretta sui coltelli e sulle manifestazioni pubbliche
Si alza l’asticella anche per chi porta fuori casa strumenti atti ad offendere. Il decreto stabilisce che chiunque venga trovato in possesso di lame superiori agli 8 centimetri senza un giustificato motivo (come esigenze lavorative o sportive) rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Una misura che mira a disarmare le strade, punendo severamente il semplice porto abusivo.
Infine, arriva una sorta di “Daspo” per le manifestazioni pubbliche. Per chi è stato condannato in via definitiva per reati gravi commessi in contesti di ordine pubblico — come terrorismo, saccheggio o violenza e resistenza a pubblico ufficiale — scatteranno restrizioni mirate.
Il Questore avrà il potere di imporre l’obbligo di firma: questi soggetti dovranno presentarsi in un comando di polizia proprio negli orari e nei giorni in cui si tengono eventi o cortei, impedendo loro fisicamente di partecipare alle proteste.


