Paulo Silas do Prado Pereira, per tutti semplicemente Silas, è stato uno dei centrocampisti brasiliani più talentuosi a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Cresciuto nel mito del San Paolo, si impose giovanissimo all’attenzione internazionale collezionando 57 presenze e 17 reti, culminate con la vittoria del titolo nazionale nel 1986.
L’approdo in Europa e lo sbarco in Serie A
Dopo un’ottima parentesi in Portogallo con lo Sporting Lisbona (11 gol in 47 match), Silas sbarca nel campionato più difficile del mondo: la Serie A italiana. Nel 1990 viene ingaggiato dal Cesena, e il suo impatto è fulminante. Al debutto contro il Torino, lascia tutti a bocca aperta trasformando una punizione magistrale da 30 metri che si insacca dritta all’incrocio dei pali. Nonostante le sue 26 presenze condite da 3 reti e prestazioni dignitose, il Cesena non riesce a evitare la retrocessione, chiudendo al penultimo posto.
Il sogno blucerchiato e la beffa di Wembley
Il talento di Silas, però, non passa inosservato. Nell’estate del 1991 lo chiama la Sampdoria di Vujadin Boškov, fresca vincitrice dello Scudetto. Anche a Genova il copione si ripete: gol all’esordio contro il Cagliari e grandi aspettative. Tuttavia, la stagione dei blucerchiati si rivela avara di soddisfazioni in campionato, terminato con un sesto posto sottotono.
Il vero rimpianto è legato alla Coppa dei Campioni. La Sampdoria cavalca fino alla storica finale di Londra contro il Barcellona di Cruijff. In quella notte a Wembley, decisa dalla celebre punizione di Ronald Koeman, Silas vive il momento più amaro della carriera: resta in panchina per tutti i 120 minuti, assistendo impotente alla sconfitta dei compagni.
Il girovago del calcio: dal Brasile al Giappone
Dopo la parentesi doriana, la carriera di Silas si trasforma in un lungo e suggestivo viaggio intorno al mondo. Torna in patria vestendo le maglie di Internacional e Vasco da Gama, brilla in Argentina con il San Lorenzo e vive persino una parentesi esotica nel campionato giapponese con il Kyoto Sanga.
Negli ultimi anni di carriera, torna a calcare i campi brasiliani con diverse formazioni (tra cui Rio Branco, Portuguesa e América-MG), chiudendo un cerchio iniziato molti anni prima sotto il sole di San Paolo.


