Dal ventre del Maradona: si rivedo Anguissa, la curva


Il 2-1 contro il Torino è una vittoria “da classifica” ma soprattutto “da identità”: partenza feroce, gestione lunga, brivido finale e tre punti che tengono vivo il respiro Champions.

I numeri raccontano un dominio non solo territoriale (possesso 63,44%) ma anche di volume (14 tiri, 11 corner): partita controllata, ma, male stagionale, mai chiusa davvero.

Il racconto dalla Curva B ha un centro emotivo preciso: la “regola” non scritta “cantare sempre e comunque”, che diventa metronomo quando il finale si complica.

Il rientro di André-Frank Anguissa e Kevin De Bruyne non è solo una nota di cronaca: è una promessa di profondità e di futuro in una stagione che chiede continuità più che picchi.

Dal ventre del Maradona. Editoriale e racconto fotografico dalla Curva B

Arrivo che è già sera piena: luci alte, aria di marzo che punge e ti sveglia. Le scale verso la B sono caratterizzate da striscioni con frasi di incitamento e di una sintetica praticità, tipica degli ultras, che ricordano cosa si viene a fare in curva, per chi lo avesse dimenticato.

Gira ancora Evoluzione, un foglio di Curva con istruzioni ad hoc che trasuda passione infinita. Dal ventre del Maradona non osservi, partecipi, e se lo dimentichi, c’è qualcuno pronto a spingerti.

Il match visto dalla Curva B

La partenza è una fionda: il Napoli spinge subito e al 7’ la partita decolla con il gran gol di Alisson: me lo porto addosso come un lampo, perché nasce da una giocata che dalla Curva percepisci in anticipo — quell’attimo in cui capisci che il dribbling è già mezzo tiro, e il tiro è già rete.
La B esplode con la gioia violenta delle cose rapide: un boato corto, poi la coda lunga dei cori che rimbalzano e si incollano al cemento. Il brasiliano ha movenze fluide, tutti si incantano. Ma se aggiungi concretezza alla bellezza, allora inizi a sognareun futuro radioso con Super Santos, ma è ancora presto. Ci vogliono altre prestazioni.

Dopo il vantaggio, la sensazione dagli spalti è di una partita in controllo: i numeri confermano un Napoli che produce, eppure la partita non è mai “chiusa”: la cosa che la Curva sente, e che spesso i tabellini non dicono, è questa sottile differenza tra dominare e mettere il lucchetto.
A inizio ripresa entra Anguissa (46’): il cambio non è solo tattica, è un segnale che le cose possano tornare a essere “giuste”, lo speriamo tutti.

Il 2-0 arriva al 68’ con Elmas su assist di testa, esatto di testa, di Matteo Politano: dal mio punto, è un gol che ha il suono dell’efficienza — palla dentro, gesto molto tecnico ma “pulito”. Sembra finita senza patemi, ma al minuto 87 Casadei la riapre, su assist di Ché Adams, e lo stadio si irrigidisce come una schiena, la Curva no, la Curva capisce il momento e sostiene.
Gli ultimi minuti sono un test di nervi: il Napoli regge e non aggiunge gol, ma aggiunge sostanza. Il risultato non cambia.

Foto Napoli-Torino 2-1 Serie A 2025-2026

Le foto di Napoli-Torino sono a cura di Giovanni Somma.

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