La storia di Benito Fornaciari, tranquillo funzionario vaticano con il pallino per i francobolli, cambia radicalmente quando eredita dal padre Libero il Borgorosso Football Club. Quello che inizia come un fastidioso impegno burocratico nel cuore della Romagna si trasforma presto in una travolgente, quanto sgangherata, ossessione calcistica.
L’era dello “Stregone” e il pugno di ferro
Inizialmente inesperto, Benito commette ogni errore possibile: si affida all’eccentrico allenatore italo-peruviano José Buonservizi, detto lo “Stregone”, e mette insieme una rosa di giocatori decisamente mediocri. Il risultato? L’ostilità dell’intero paese.
Deciso a cambiare rotta, Fornaciari passa alle maniere forti: esonera lo Stregone e trasforma la preparazione atletica in duri turni di lavoro nei campi. Incredibilmente, nel doppio ruolo di Presidente-Allenatore, riesce a risollevare la squadra fino ai vertici della classifica.
Il caos nel derby e la caduta
La magia si rompe durante l’attesissimo derby contro il Sangiovese. Sul risultato di svantaggio, causato dal goffo centravanti Guardavaccaro (strapagato acquisto estivo), Benito perde le staffe. Entra in campo, affronta l’arbitro e scatena un’invasione dei tifosi. L’esito è disastroso: partita sospesa, campo squalificato e società sull’orlo del baratro.
Il colpo di teatro: Arriva “El Cabezón”
Messo all’angolo da una cordata di imprenditori locali pronti a scalzarlo, Fornaciari gioca il suo ultimo, folle asso nella manica. Durante l’assemblea decisiva, tra lo stupore generale, annuncia l’acquisto del secolo: Omar Sívori.
L’entusiasmo della piazza è incontenibile e salva la poltrona di Benito, ma l’operazione finanziaria è un suicidio: gli imprenditori si ritirano, la società va in mora e il Presidente subisce il pignoramento di ogni bene, compreso il pullman della squadra.
Il finale epico
Ma la passione non si pignora. Il film si chiude con un’immagine simbolo del calcio di provincia: Benito Fornaciari, di nuovo saldamente al comando, parte verso lo stadio in campo neutro insieme ai suoi giocatori e ai tifosi in festa, tutti ammassati su un vecchio autocarro per il bestiame. Perché per il “Presidente del Borgorosso”, la gloria vale più di qualsiasi bilancio.


