Donadoni cresce nel settore giovanile dell’Atalanta. Con i bergamaschi vive la scalata dalla Serie B alla Serie A, diventando rapidamente un titolare inamovibile e mettendosi in luce come uno dei giovani più promettenti del panorama nazionale.
L’epopea al Milan (1986-1996)
Nel 1986 passa al Milan per 10 miliardi di lire: è il primo acquisto dell’era Berlusconi.
Pilastro tattico: Sotto la guida di Arrigo Sacchi e poi di Fabio Capello, diventa un elemento fondamentale del “Milan degli immortali” e degli “invincibili”.
Il dramma di Belgrado: Nel 1988 rischiò la vita in campo contro la Stella Rossa a causa di un gravissimo trauma cranico e della frattura della mandibola dopo uno scontro di gioco.
Palmarès incredibile: In dieci stagioni vince quasi tutto: 5 Scudetti (più uno successivo), 3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 3 Supercoppe Europee e 4 Supercoppe Italiane.
L’esperienza negli USA e il ritorno (1996-2000)
MLS: Nel 1996 è tra i pionieri del calcio statunitense, trasferendosi ai New York Metrostars.
Il ritorno a casa: Nel 1997 torna al Milan per dare una mano in un momento difficile. A 34 anni riesce a vincere il suo sesto scudetto (stagione 1998-1999) con Alberto Zaccheroni.
Fine carriera: Chiude l’attività agonistica nel 2000 in Arabia Saudita con l’Al-Ittihad, vincendo il campionato locale.
La Nazionale
Donadoni è stato un punto fermo degli Azzurri per un decennio (63 presenze, 5 gol):
Italia ’90: Protagonista del Mondiale casalingo, dove però visse l’amarezza dell’errore dal dischetto nella semifinale persa ai rigori contro l’Argentina.
USA ’94: Arriva a un passo dal titolo mondiale, perdendo la finale contro il Brasile (nuovamente ai rigori).
Partecipa anche agli Europei del 1988 e del 1996.


