Il taglio delle accise deciso dal governo per contrastare i rincari dei carburanti fatica a tradursi in un reale abbassamento dei prezzi a Napoli. Nella giornata dell’altro ieri, infatti, solo 5 distributori su 15 tra quelli monitorati hanno applicato lo sconto, lasciando i prezzi ancora elevati.
Prezzi ancora elevati
Nonostante il provvedimento, il diesel si attestava intorno ai 2,10 euro al litro, mentre la benzina sfiorava 1,90 euro (self service). In alcuni casi, i costi risultavano persino superiori, segno di una applicazione disomogenea del taglio sul territorio.
Taglio accise poco applicato
Il decreto prevede una riduzione di 20 centesimi al litro (25 con IVA) fino all’8 aprile, ma molti benzinai non hanno ancora adeguato i listini. In diversi casi, come riferito dagli stessi gestori, mancano comunicazioni ufficiali dalle compagnie, rallentando l’adeguamento dei prezzi.
Sconti a macchia di leopardo
Alcuni distributori hanno già applicato il taglio, con prezzi scesi fino a 1,70 euro per la benzina e 1,91 per il diesel, ma si tratta di episodi isolati. In molte altre aree della città, i costi restano ben più alti, con punte oltre i 2,14 euro per il diesel.
Rischio nuovi aumenti
Le prospettive non sono rassicuranti. Secondo gli operatori del settore, sono previsti nuovi aumenti tra venerdì e sabato, legati all’andamento dei mercati e alle tensioni internazionali. Gli incrementi potrebbero arrivare fino a 10 centesimi al litro, rischiando di annullare i benefici del taglio fiscale.
Effetti temporanei
Il provvedimento, che comporta un costo stimato di circa 420 milioni di euro per lo Stato, punta a riportare i prezzi ai livelli precedenti alle tensioni internazionali, quando la benzina oscillava tra 1,6 e 1,7 euro al litro. Tuttavia, senza un calo stabile dei mercati, l’effetto rischia di essere solo temporaneo.


