Napoli, morte del piccolo Domenico: prosegue l’inchiesta tra accuse di falso e omicidio colposo


Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni deceduto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto. La Procura partenopea ha chiesto una misura interdittiva di sospensione dall’esercizio della professione per due cardiochirurghi coinvolti nel caso.

Accuse e indagini

Nel mirino dei magistrati ci sono Guido Oppido ed Emanuela Bergonzoni, ai quali viene contestato, oltre all’omicidio colposo, anche il reato di falso in concorso. Secondo la Procura, sarebbe stata modificata la cartella clinica relativa all’intervento eseguito il 23 dicembre 2025, quando al piccolo fu trapiantato un organo ritenuto danneggiato.

L’ipotesi accusatoria punta a fare luce su eventuali responsabilità mediche e su presunte irregolarità nella gestione del caso clinico.

Interrogatorio fissato

Per i due medici è stato disposto l’interrogatorio preventivo, fissato per il prossimo 31 marzo. Oppido è difeso dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, mentre Bergonzoni è assistita dall’avvocato Vincenzo Maiello.

Gli altri indagati

L’indagine coinvolge complessivamente sette medici dell’ospedale Monaldi, inizialmente indagati per omicidio colposo. Oltre a Oppido e Bergonzoni, figurano anche Marisa De Feo, Gabriella Farina, Vincenzo Pagano, Mariangela Addonizio e l’anestesista Francesca Blasi.

Secondo quanto emerso, Oppido era responsabile del percorso del trapianto pediatrico e delle procedure operatorie e post-operatorie, mentre gli altri professionisti avevano diversi ruoli tra gestione della lista d’attesa, espianto e trasporto dell’organo.

Il caso

La vicenda resta al centro dell’attenzione pubblica per la sua gravità. Gli accertamenti della Procura mirano a chiarire ogni passaggio del percorso clinico e a verificare eventuali responsabilità nella morte del piccolo paziente.

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