In una Napoli dove anche il registro scolastico diventa merce di scambio, “Cuore di Mamma” mette in scena una delle beffe più sofisticate e spassose del film. Al centro della vicenda c’è il contrasto tra l’austero mondo accademico e quello scintillante (ma altrettanto finto) dei locali notturni.
Una “madre” da palcoscenico
Uno studente facoltoso, terrorizzato dalla bocciatura, decide di non affidarsi allo studio ma al talento attoriale. Ingaggia così Pupella, un’avvenente ballerina di night club interpretata da una smagliante Mara Venier, perché si spacci per sua madre durante il colloquio con i professori. La messinscena è talmente efficace da colpire dritto al cuore il professore di matematica, un indimenticabile Alessandro Haber, che cade vittima di un colpo di fulmine istantaneo.
Dal sentimento al ricatto
L’amore, si sa, rende ciechi, e il professore, nel disperato tentativo di rivedere la “signora”, finisce per esporsi pericolosamente. All’appuntamento riparatore, però, non trova la bella Pupella, ma un presunto padre avvocato — in realtà l’autista di famiglia interpretato da Nunzio Gallo — che trasforma l’incontro galante in un’esecuzione legale e fisica. Il risultato? Una promozione a pieni voti ottenuta con il terrore.
L’ironia finale di Loy
Il tocco di Nanni Loy brilla nel finale: il professore, umiliato e affranto, chiede il trasferimento ad Avellino per sfuggire al ricordo di quel “cuore di mamma”. La beffa suprema si consuma proprio sotto i suoi occhi: troppo sconvolto per guardarsi intorno, non nota il manifesto del night club che annuncia lo spettacolo di Pupella, svelando la verità che lui non ha saputo (o voluto) vedere.
Nel ricco cast figurano anche icone della napoletanità come Nuccia Fumo, che contribuiscono a rendere questo episodio un perfetto esempio di come la realtà possa essere manipolata fino a diventare una trappola grottesca.


