Napoli, morte del piccolo Domenico: si va verso il risarcimento


È una fase delicatissima, segnata da dolore e prudenza, quella che si è aperta dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto effettuato il 23 dicembre all’ospedale Monaldi di Napoli. Sullo sfondo resta una tragedia che ha colpito profondamente la famiglia, mentre ora prende forma un confronto con la struttura sanitaria per un possibile risarcimento in sede stragiudiziale.

Il confronto con l’ospedale

A fare il punto è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, che ha spiegato come sia emersa “la reale volontà di riconoscere in via stragiudiziale un risarcimento”. Nella mattinata di ieri si è svolto un incontro preliminare durato circa due ore, al quale hanno preso parte anche l’avvocato Raffaele Cuccurullo dell’ufficio legale del nosocomio, un penalista e un civilista esterni, oltre ai medici legali del Monaldi e della famiglia.

Si è trattato di un incontro interlocutorio, ma che sembra aver contribuito a stemperare i toni inizialmente più tesi tra le parti.

Le prossime date

Secondo quanto riferito dal legale, le parti si sono date appuntamento per il 4 maggio, giorno in cui dovrebbero essere definiti gli importi. A quell’incontro, come previsto dalle norme vigenti, dovranno essere invitati anche i medici indagati.

L’avvocato Petruzzi ha spiegato inoltre che la famiglia è fiduciosa e che già il 4 maggio o, al massimo, l’11 maggio, data di un eventuale terzo incontro già fissato, l’accordo potrebbe essere raggiunto. In ogni caso, tutto dovrà passare prima attraverso il vaglio della direzione del Monaldi.

La richiesta della famiglia

Le prime indicazioni parlano di una quantificazione del danno pari a tre milioni di euro, cifra indicata dal legale dei genitori del bambino. Su questo importo l’ospedale dovrà ora ragionare e, se necessario, aprire un confronto con la controparte.

Resta però centrale il profilo umano della vicenda. I genitori di Domenico, Patrizia e Antonio Caliendo, anche nei momenti più drammatici non hanno mai rivolto accuse all’ospedale. Al contrario, hanno più volte ribadito la fiducia riposta nella struttura scelta per curare il figlio, affetto da una grave cardiopatia.

Le parole della madre

Molto nette le parole affidate da Patrizia Mercolino Caliendo al consigliere regionale Carmine Ceparano. La donna ha sottolineato che la ricerca della verità non rappresenta un attacco all’ospedale, ma un passaggio necessario per capire cosa sia accaduto: cercare la verità significa ricostruire, non distruggere.

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