Dalle giovanili della Roma ai palcoscenici internazionali di Liverpool e Lisbona, la carriera di Alberto Aquilani è stata un intreccio di pura classe tecnica, visioni di gioco sopraffine e una fragilità fisica che ne ha spesso condizionato l’ascesa. Soprannominato il “Principino” per l’eleganza del suo tocco di palla, Aquilani ha segnato un’epoca del calcio italiano a cavallo tra gli anni 2000 e 2010.
Gli inizi: Il cuore giallorosso e la parentesi triestina
Romano e romanista, Aquilani cresce nel vivaio della Roma, esordendo in Serie A a soli 18 anni, il 10 maggio 2003. Dopo una stagione formativa in Serie B con la Triestina (41 presenze e 4 reti), torna nella capitale per diventare un pilastro del centrocampo.
Il periodo d’oro arriva sotto la guida di Luciano Spalletti. Nel 2006 è protagonista del record delle 11 vittorie consecutive, siglando il gol del raddoppio nel derby contro la Lazio. Nonostante i primi gravi infortuni, Aquilani arricchisce il suo palmarès con:
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2 Coppe Italia (2007, 2008)
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1 Supercoppa Italiana (2007)
Celebre rimane il suo assist di rabona per Mancini in un Milan-Roma, gesto tecnico che cristallizzò la sua immagine di giocatore di qualità superiore.
L’avventura europea: Liverpool e il ritorno in Italia
Nel 2009, il Liverpool punta su di lui per sostituire Xabi Alonso, sborsando 20 milioni di euro. L’esperienza in Premier League è però frenata dai postumi di un infortunio alla caviglia. Nonostante una standing ovation ad Anfield e prestazioni incoraggianti in Europa League, Aquilani non riesce a trovare continuità, chiudendo l’esperienza inglese dopo una sola stagione.
Il ritorno in Italia avviene con le maglie delle “grandi”:
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Juventus (2010-2011): Una stagione solida con 34 presenze e 2 gol, ma il club bianconero decide di non riscattarlo per far spazio ad Andrea Pirlo.
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Milan (2011-2012): Un’annata caratterizzata da un ottimo inizio (gol all’esordio contro il Napoli), ma che si conclude nuovamente senza il riscatto da parte della società rossonera.
La rinascita a Firenze
Nel 2012 Aquilani trova una nuova casa alla Fiorentina. In maglia viola vive una seconda giovinezza tattica, diventando un centrocampista prolifico. Batte il suo record personale di gol (7 reti nel 2012-13) e realizza la sua prima tripletta in carriera nel 2014 contro il Genoa. In tre anni a Firenze colleziona oltre 100 presenze e 15 reti, confermandosi uno dei registi più intelligenti del campionato.
Gli ultimi anni e il ritiro
Il tramonto della carriera lo vede protagonista di diverse esperienze internazionali e nazionali:
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Sporting Lisbona: Un anno in Portogallo con 32 presenze e 5 gol.
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Pescara e Sassuolo: Un breve ritorno in Italia tra il 2016 e il 2017.
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Las Palmas: L’ultima tappa in Spagna, conclusasi con la rescissione del contratto nel 2018.


