La Coppa Italia 2025/2026 ha le sue regine. Saranno Lazio e Inter a contendersi il trofeo nella finalissima del prossimo 13 maggio all’Olimpico, dopo due semifinali di ritorno che resteranno scolpite nella memoria dei tifosi per drammaticità e colpi di scena.
Motta ipnotizza la Dea: Lazio in finale ai rigori
A Bergamo va in scena il capolavoro tattico ed emotivo della Lazio. Dopo il 2-2 dell’andata, la sfida contro l’Atalanta si conferma equilibratissima: l’1-1 dei tempi regolamentari regge fino al 120′, portando la contesa ai calci di rigore.
È qui che nasce la leggenda di Edoardo Motta. Il giovane portiere biancoceleste, catapultato titolare dopo l’infortunio di Provedel, si traveste da supereroe:
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Il miracolo: Motta para ben quattro rigori su cinque.
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Le vittime: Ha neutralizzato i tiri di Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere.
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Il verdetto: Una prestazione mostruosa che regala alla Lazio il pass per la finale, trasformando il portiere classe 2005 nell’idolo assoluto della Curva Nord.
“Pazza Inter” infinita: Rimonta folle contro il Como
Se a Bergamo ha vinto la difesa, a San Siro è esploso l’attacco. L’Inter di Cristian Chivu vola in finale al termine di una partita folle contro il Como, vinta per 3-2 in rimonta.
I lariani avevano accarezzato il sogno del secolo, portandosi sullo 0-2 grazie alle reti di Baturina e da Cunha. Ma l’Inter, fedele al suo DNA più imprevedibile, non è mai morta:
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La riscossa: Una doppietta del solito Calhanoglu rimette in piedi il match, mandando il Meazza in visibilio.
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La zampata finale: All’89’, quando i supplementari sembravano inevitabili, Sucic trova il gol del definitivo 3-2, completando un ribaltone pazzesco.
Il quadro è completo. Da una parte la solidità e il cuore della Lazio di Sarri (trascinata dal “muro” Motta), dall’altra il talento e la resilienza dell’Inter. Il 13 maggio l’Italia si fermerà per l’ultimo atto: la sfida tra chi non ha paura di soffrire e chi non smette mai di crederci.
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