La notte dell’U-Power Stadium ha decretato la fine del sogno playoff per la Juve Stabia, ma tra le pieghe di una sconfitta dolorosa emergono risposte chiare su chi, la maglia delle Vespe, l’ha onorata fino all’ultimo secondo. Se la squadra di Ignazio Abate è uscita dal campo a testa altissima, il merito è soprattutto di uomini come Alvin Okoro, autore di una prestazione monumentale che ha incarnato alla perfezione lo spirito guerriero di Castellammare di Stabia.
In una serata in cui il reparto offensivo gialloblù ha faticato a trovare spazi e rifornimenti, Okoro si è caricato il peso dell’attacco sulle spalle, disputando una gara di un’intensità pazzesca e risultando indubbiamente uno dei migliori in campo tra le fila degli ospiti.
Corsa, grinta e cuore: la spina nel fianco della difesa del Monza
Il tabellino finale premia il Monza, ma la difesa brianzola ricorderà a lungo i novanta minuti di pura pressione psicofisica subiti da Okoro. L’attaccante non si è mai abbattuto di fronte alle difficoltà tattiche del match, gettando sul rettangolo verde un’infinità di corsa, grinta e cuore dal primo all’ultimo minuto.
Un leone che ha predicato nel deserto
Il grande rammarico della serata sta nel fatto che, per lunghi tratti della sfida, il numero gialloblù ha dovuto predicare un po’ nel deserto. Troppo isolato in avanti, poco supportato da un centrocampo schiacciato dal palleggio del Monza, Okoro ha dovuto fare reparto da solo.
Il giudizio del campo: L’atteggiamento da leone di Alvin Okoro è l’istantanea più bella della Juve Stabia vista in terra brianzola. Una prova di spessore caratteriale prima ancora che tecnico, che lo consacra definitivamente come un leader emotivo di questo gruppo.Se la delusione per l’eliminazione brucia, prestazioni del genere indicano la via per il futuro della Juve Stabia. Nel calcio si può perdere, ma c’è modo e modo: uscire di scena dopo aver lottato come ha fatto Okoro genera solo applausi.


