Tra la rugiada del mattino e il profumo intenso della terra dell’Agro Sarnese-Nocerino, “Piantalo 2026”, tenutoso il 20 maggio, ha regalato ai partecipanti una giornata autentica, fatta di mani sporche di terra, sorrisi e cultura. Negli spazi de Gli Orti della Musica di Sarno, l’evento ideato da Gustarosso ha riportato al centro il valore del Pomodoro San Marzano DOP attraverso il trapianto delle piantine insieme agli studenti del territorio e ai contadini della cooperativa DANIcoop, trasformando un gesto agricolo in un momento di condivisione collettiva.
E’ nel pomeriggio che “Piantalo” ha assunto una dimensione ancora più profonda, quasi intima, dedicando l’edizione 2026 al Maestro Peppe Vessicchio, amico intimo della famiglia Ruggiero, la quale ha dedicato una proiezione fotografica all’indimenticato Maestro che si adooperava nei campi sarnesi, a cui era particolarmente legato.
Moderati dal giornalista Giuseppe De Caro, gli incontri hanno intrecciato cultura, musica, gastronomia e territorio in un dialogo continuo, capace di emozionare e far riflettere.
Molto applaudito l’intervento del maestro pizzaiolo Franco Pepe, che ha parlato del valore della materia prima e del profondo rispetto che ogni artigiano dovrebbe avere verso il lavoro agricolo. Un racconto sincero, il suo, fatto di ricerca, sensibilità e attenzione assoluta verso ingredienti identitari come il Pomodoro San Marzano DOP, simbolo di un territorio che continua a parlare al mondo attraverso il gusto, e sul quale ha investito in tempi non sospetti. Ha parlato dell’uso dei sensi (come l’udito per ascoltare impasti e la pala nel forno) nell’arte della pizza ed è stato un discorso molto profondo legato all’uso della tecnologia e alle figure storiche legate al mondo della pizza.
Cliccando sui link che seguono è possibile visionare su Instagram una parte del bellissimo intervento di Franco Pepe di “Pepe in Grani” a Piantalo 2026. Parla del Maestro Vessicchio e dell’arte di ascoltare gli impasti e il forno, fornendo una vera lezione sull’uso dei sensi e della tecnologia e l’AI.
Franco Pepe – parte 1
Franco Pepe – parte 2
Tra i protagonisti più attesi c’era Maurizio de Giovanni, che ha presentato il suo nuovo libro “Il tempo dell’orologiaio”, edito da Feltrinelli, con un “confronto” con alcuni studenti del Liceo Classico Tito Lucrezio Caro di Sarno, che avendo letto il libro, hanno posto domande sui vari temi trattati nel romanzo. Lo scrittore napoletano ha risposto a tutte le domande e ha catturato il pubblico con il suo modo unico di raccontare il tempo, i sentimenti e l’anima delle persone, creando un legame naturale con il senso stesso della giornata: custodire memoria e tradizioni per consegnarle al futuro. De Giovanni ha toccato tempi importanti legati al periodo storico del romanzo (anni ’70 e ’80) quando si “uccideva” per motivi politici, e tutto ciò sembrava normale per chi era impegnato in quelle “lotte”, creando un parallelismo con i momenti di guerra di oggi sino all’ultimo episodio di Flottilia e l’atto di pirateria pepretato da Israele. Non sono mancati anche momenti di ilarità quando con Vincenzo Salerno, Direttore Centro Interdipartimentale di Ricerca “Alfonso Gatto”, Università degli Studi di Salernom che moderava il momento, si è scherzato sul tema della superstizione tipica partenopea e a cui Maurizio de Giovanni è molto legato.
Cliccando sui link che seguono è possibile visionare su Instagram una parte del bellissimo incontro di Maurizio de Giovanni a Piantalo 2026.
Maurizio de Giovanni – Parte 1: Una lezione di storia su un periodo ben preciso dell’Italia degli anni 70/80 durante la presentazione del libro “Il tempo dell’orologiaio”
Maurizio de Giovanni – Parte 2: Durante la presentazione del libro “Il tempo dell’orologiaio”, Maurizio de Giovanni si esprime su quanto sta accadendo in Israele e nella acque internazionali.
Accanto a loro, si sono alternati interventi del Rettore dell’Università degli Studi di Salerno Virgilio D’Antonio, di Andrea Rizzoli, amico fraterno del Maestro Vessicchio, di Vincenzo Salerno, Laura Gambacorta, Michele Scognamiglio, Emma Tortora e Vincenzo Tropiano, in un confronto che ha unito formazione, alimentazione, cultura e identità territoriale.
La giornata si è poi chiusa nel modo più conviviale possibile: tra assaggi di pizze al Pomodoro San Marzano preparate da Salvatore Bonetti e i dolci a tema firmati da Fiorenzo Ascolese. Sapori veri, intensi, essenziali. Proprio come la terra da cui tutto nasce.


