Dopo sei anni di attesa torna operativo il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Neve di Boscotrecase. La struttura è stata inaugurata questa mattina dal presidente della Regione Campania Roberto Fico e dal direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud Giuseppe Russo, segnando il ritorno di un presidio fondamentale per l’assistenza sanitaria nell’area vesuviana.
La chiusura durante l’emergenza Covid
Il pronto soccorso era stato chiuso nel 2020, quando l’ospedale venne trasformato in Covid Center per affrontare l’emergenza pandemica.
Terminata la fase più critica della pandemia, nel 2022, la struttura non era però tornata in funzione, a differenza di altri presidi ospedalieri campani. In questi anni, cittadini e associazioni del territorio hanno più volte chiesto la riapertura del servizio, organizzando manifestazioni e iniziative pubbliche.
Un presidio per 300mila residenti
Secondo il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, Giuseppe Russo, il nuovo pronto soccorso servirà un bacino di oltre 300mila abitanti dell’area vesuviana e contribuirà ad alleggerire il carico di lavoro di altre strutture sanitarie del territorio.
«Sgraverà sia l’Ospedale del Mare che l’ospedale di Castellammare di Stabia», ha spiegato Russo durante la cerimonia inaugurale.
Fico: “Una buona giornata per la sanità pubblica”
Nel suo intervento, il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha ricordato che il percorso che ha portato alla riapertura era stato avviato durante la precedente amministrazione regionale.
«Rafforzare la rete dell’emergenza-urgenza è un nostro obiettivo. Qui c’è una struttura moderna che serve oltre 300mila persone. È una buona giornata per la nostra sanità pubblica», ha dichiarato il governatore.
Una struttura moderna e attiva da subito
Il nuovo pronto soccorso dispone di circa 1.300 metri quadrati dedicati all’accoglienza e alla gestione delle emergenze.
La struttura è organizzata per accogliere codici rossi, gialli, verdi, azzurri e bianchi, oltre a un codice rosa dedicato alle donne vittime di violenza e ai minori.
Tra le dotazioni più avanzate figurano anche due stanze a pressione negativa, destinate all’isolamento di pazienti affetti da malattie infettive ad alto rischio.
Il servizio è operativo da subito e rappresenta uno dei principali interventi di potenziamento della rete ospedaliera dell’area vesuviana.


