Un controllo scattato dopo una segnalazione confidenziale ha portato i carabinieri a effettuare una perquisizione all’interno di una struttura ricettiva di Massa Lubrense, dove sono stati sequestrati numerosi telefoni cellulari, schede sim e altro materiale tecnologico ritenuto di interesse investigativo.
La segnalazione e gli accertamenti
L’attività è stata condotta dai carabinieri della stazione di Massa Lubrense e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sorrento. Secondo quanto emerso, i militari erano stati informati della presenza, all’interno di una villa della zona, di alcune persone sospettate di essere coinvolte in presunte truffe ai danni di anziani.
La segnalazione faceva riferimento anche alla possibile disponibilità di armi, circostanza che però non ha trovato riscontro durante le verifiche effettuate dai militari.
Il blitz nella struttura ricettiva
Le indagini hanno preso avvio il 4 giugno, quando i carabinieri hanno raccolto informazioni su alcune persone ospitate nella struttura e su due veicoli presenti nel parcheggio.
Dopo una serie di controlli e accertamenti preliminari, all’alba del 5 giugno i militari sono tornati sul posto e hanno eseguito la perquisizione all’interno della villa.
Sequestrati smartphone e schede sim
Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati diversi smartphone di ultima generazione, altri telefoni cellulari, batterie di ricambio, alimentatori e numerose schede sim appartenenti a differenti operatori telefonici.
Secondo gli investigatori, il materiale rinvenuto potrebbe risultare utile per gli approfondimenti in corso e per ricostruire eventuali attività illecite.
Le indagini proseguono
Il provvedimento di convalida della perquisizione e del sequestro probatorio è stato successivamente emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata.
Le indagini sono tuttora in corso per chiarire la posizione delle persone coinvolte e verificare eventuali collegamenti con episodi di truffa ai danni di anziani.
Si ricorda che, allo stato, le persone sottoposte a indagine devono considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.


