La memoria delle foglie, Gianni Solla racconta il lento lavoro della rinascita (recensione)


Ci sono libri che si leggono e altri che sembrano essere raccontati direttamente all’orecchio del lettore. La memoria delle foglie, l’ultimo romanzo di Gianni Solla, pubblicato da Einaudi, appartiene a questa seconda categoria. Fin dalle prime pagine si ha la sensazione di ascoltare la voce dell’autore: una voce pacata, intima, mai invadente, capace di instaurare un dialogo personale con chi legge. È forse questa la qualità più preziosa della sua scrittura: far sentire il lettore parte della storia, consentendogli di ritrovarsi nelle fragilità, nei dubbi e nelle speranze dei suoi personaggi.

La memoria delle foglie: riconoscere il tempo giusto, accettare le ferite e continuare a crescere.

Il protagonista della storia è Lorenzo, un uomo che, dopo la morte della moglie Arianna, brillante ricercatrice di botanica, si scopre improvvisamente privo di una direzione. I figli sono ormai adulti. Il lavoro che per anni lo ha portato in giro per l’Italia non rappresenta più un approdo e così decide di tornare nel luogo in cui tutto ha avuto inizio: il vecchio vivaio di famiglia, nella periferia orientale di Napoli.

Quel ritorno non è soltanto geografico. È soprattutto un viaggio interiore. Il vivaio diventa uno spazio della memoria, un luogo in cui riaffiorano radici mai davvero recise e dove il passato smette di essere un peso per trasformarsi in possibilità.

Ad accoglierlo c’è Renato, un uomo all’apparenza ruvido e scontroso, destinato, tuttavia, a incidere profondamente sul suo cammino. Ma sono soprattutto le piante a diventare protagoniste silenziose del romanzo. Le magnifiche orchidee, le austere agavi e le tante specie che popolano il vivaio sembrano custodire una sapienza antica. Con il loro modo di adattarsi, resistere, attendere e rifiorire, insegnano a Lorenzo ciò che gli esseri umani spesso dimenticano: riconoscere il tempo giusto, accettare le ferite e continuare a crescere.

Il vivaio diventa così molto più di un semplice scenario narrativo. È un luogo che cura, dove le radici riaffiorano, i sentimenti tornano a essere coltivati e perfino le spine sembrano perdere la loro capacità di ferire.

Accanto a Lorenzo si muove una galleria di personaggi costruiti con grande sensibilità: Ester, Barbara, Tommy, Roberta, la piccola Sara — definita significativamente «la bambina che salverà il mondo» — e, soprattutto, Arianna. Sebbene assente fisicamente, la moglie di Lorenzo resta una presenza costante, discreta e potente, che accompagna il protagonista dall’inizio alla fine del suo percorso.

La natura maestra di equilibrio, pazienza e trasformazione

Gianni Solla conferma una scrittura ormai pienamente matura, capace di raccontare il dolore senza indulgere nella retorica e la speranza senza ricorrere a facili consolazioni. La sua prosa è misurata, elegante e profondamente empatica.

Pur essendo saldamente radicato nella realtà della periferia napoletana, La memoria delle foglie richiama, a tratti, il respiro delle filosofie orientali. Ciò, non attraverso citazioni o riferimenti espliciti, ma grazie a una visione dell’esistenza in cui la natura diventa maestra di equilibrio, pazienza e trasformazione. Le piante non fanno da semplice cornice alla vicenda; sono metafora della condizione umana e suggeriscono che ogni rinascita passa inevitabilmente dalla capacità di custodire la memoria senza restarne prigionieri.

Quando tagli, lo stelo resta segnato per sempre.

Ma ricresce, giusto? – chiedo.

Resteranno i segni, queste ferite non guariscono mai. Anche le foglie hanno memoria.

Con La memoria delle foglie, Gianni Solla consegna ai lettori un romanzo delicato e intenso, capace di parlare di lutto, amore, appartenenza e rinascita con autenticità e profonda umanità. Un libro che lascia sedimentare le emozioni e che continua a raccontare anche dopo aver voltato l’ultima pagina dal momento che il lettore resta a pensare alla crescita di Sara, al successo di Tommy, alle scelte di Roberta, all’amore di Barbara, alle attenzioni di Ester, alla sensibilità di Lorenzo e persino ai giochi di Pitagora, il cagnetto che vive nel vivaio.

LA MEMORIA DELLE FOGLIE di Gianni Solla (Einaudi) 2026 – pp. 176 – € 18,00 – ISBN 9788806272791

 

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