Luigi Pantisano, un architetto di origini calabresi, sta diventando protagonista della politica in terra germanica. I giornali tedeschi lo definiscono il “figlio dei lavoratori“, che ha saputo scalare le istituzioni, senza mai dimenticare Cariati e la Calabria. Nel dibattito politico la figura di Luigi Pantisano viene raccontata dai media tedeschi, mettendo in risalto proprio le radici calabresi, e la sua volontà di riscatto. La sua origine per i giornali tedeschi, come la prestigiosa testata Die Zeit o l’emittente radiotelevisiva pubblica SWR, non è analizzata semplicemente come un dettaglio biografico, ma viene rappresentata come il nucleo fondamentale della sua identità politica. Effettivamente Luigi Pantisano ha vissuto buona parte della sua infanzia in Calabria dai parenti, mentre i suoi genitori lavoravano duramente in Germania, per garantire un futuro alla famiglia. Questo legame profondo con la terra calabrese e il cosiddetto Gastarbeiterkinder, vale a dire l’esperienza della separazione temporanea tipica dei figli dei migranti, hanno fortemente contribuito a definire la sua sensibilità politica. I giornali tedeschi hanno ripreso una frase del leader italiano, perché rende bene i sacrifici a cui si sono sottoposti i suoi genitori, e che riguarda il duro lavoro svolto in una tipografia. La frase molto significativa è la seguente: “I miei genitori stampavano libri che non potevano leggere”. Grazie ai sacrifici dei genitori Luigi prima ha frequentato la scuola professionale, chiamata Hauptschule, e poi è riuscito sia a diplomarsi, che a laurearsi in Architettura, specializzandosi in Urbanistica a Stoccarda, e successivamente recandosi persino a Tokyo. Insomma può essere definito in Germania come il simbolo dell’ascensore sociale, che ormai da altre parti anche in Europa e compresa l’Italia, non funziona più.


