In vista del match al Diego Armando Maradona, la sfida tra Napoli e Frosinone riaccende inevitabilmente una delle pagine più suggestive della storia recente del calcio italiano. Bisogna tornare al 14 maggio 2016, una sera in cui gli azzurri travolsero i ciociari per 4-0 e Gonzalo Higuaín incise il suo nome a lettere d’oro nella leggenda della Serie A.
La tripletta da record e la rovesciata d’autore
Sotto una pioggia battente a Fuorigrotta, la partita contro il Frosinone si trasformò nella consacrazione di un’annata straordinaria. Dopo la rete del vantaggio siglata da Marek Hamsík nel primo tempo, nella ripresa andò in scena lo show personale del Pipita:
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1-0: Marek Hamsík sblocca il match al 44′.
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2-0 & 3-0: Higuaín si scatena all’inizio del secondo tempo con due reti in rapida sequenza (52′ e 62′).
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4-0: Al minuto 71 arriva la prodezza indimenticabile: uno stop di petto e una meravigliosa rovesciata dal limite dell’area che scavalca il portiere e fa esplodere l’impianto partenopeo.
Con quella tripletta siglata nell’arco di appena 19 minuti, l’attaccante argentino raggiunse quota 36 gol in campionato, superando il primato di Gunnar Nordahl (35 reti nel 1949-50) che resisteva da ben 66 anni.
Un traguardo che resta nella leggenda
Il 4-0 contro il Frosinone garantì al Napoli guidato da Maurizio Sarri il secondo posto e l’accesso diretto ai gironi di Champions League. A distanza di anni, la memoria di quella partita e della cavalcata da record di Higuaín rimane uno dei simboli più iconici del club partenopeo, trasformando ogni nuovo incrocio con la formazione frusinate in un suggestivo tuffo nel passato.

