La Shatto Gallery di Los Angeles ospiterà, dal 13 settembre all’11 ottobre 2025, la mostra internazionale Disquiet vs Harmony che riunisce nove artisti contemporanei: quattro coreani e cinque italiani.
Tra questi, spicca il nome di Alfonso Sacco, artista originario di Portici, le cui opere dialogheranno con quelle di Danilo Ambrosino, Marco Adinolfi, Massimo Cicala, Max Coppeta, Michelle Oh, Ji Oh, YC Kim e YoungHo Seock.

Curata da Cynthia Penna e Yujin Iris Jeong, l’esposizione si propone come un confronto tra culture, linguaggi e sensibilità diverse.
In un tempo segnato da caos, frammentazione e incertezza, le opere esposte esplorano l’inquietudine e la ricerca di armonia attraverso pittura, scultura, installazione e tessuti. L’arte – sottolineano i curatori – diventa un ponte che mostra come l’armonia possa nascere dalla convergenza di elementi eterogenei, ma inseparabili.
Alfonso Sacco tra i protagonisti della mostra internazionale ‘Disquiet vs Harmony’
Designer di formazione, Alfonso Sacco adotta un linguaggio estremamente originale che intreccia memoria, materia e visione contemporanea. Con le sue opere ha preso parte al prestigioso evento internazionale di arti visive “ITALIARTS” toccando le città di Stoccolma, Helsinki e Tallinn ed imponendosi fin da subito all’attenzione del pubblico europeo.
Riconoscendone la forza e l’originalità, nel 2014 Vittorio Sgarbi lo include nel progetto “Porto Franco – Artisti sdoganati” riservato a quegli autori capaci di rinnovare il linguaggio contemporaneo.
A conferma della sua autorevolezza, durante una mostra al PAN di Napoli, lo storico e critico Floriano De Santi resta affascinato dalla sua produzione, sottolineandone la potenza espressiva e la carica innovativa. Il suo lavoro, inoltre, ha attirato l’attenzione di critici di rilievo come Achille Bonito Oliva e Francesco Gallo Mazzeo, ed è entrato nelle collezioni private di galleristi storici come Lucio Amelio.

Orgoglio campano
La partecipazione del Maestro Sacco a Disquiet vs Harmony, rappresenta un ulteriore tassello di valorizzazione del patrimonio artistico campano, confermando come le eccellenze del territorio possano dialogare con i grandi scenari internazionali dell’arte contemporanea.
In Italia, il Maestro Sacco è rappresentato dalla Galleria Arte Barbato di Scafati (Corso Nazionale, 337) dove è possibile visionare le sue opere in maniera permanente.

Alfonso Sacco: “Attraverso la mia arte, cerco di dare voce a esperienze e ricordi di vita”
“Questi ultimi lavori, appartenenti al ciclo ‘Impronte/Nodi’, affondano le radici in una memoria personale, in ricordi di un tempo che fu. Si annodava il fazzoletto per non dimenticare, si lascia un’impronta, sempre una diversa dall’altra, del proprio tempo” – spiega il Maestro Sacco.

“Sono rappresentazioni che portano alla luce episodi della quotidianità, denunciando episodi di vita, raccontando le storie dei nuovi poveri e delle nuove generazioni. Un invito accorato all’osservatore a non dimenticare” – aggiunge il Maestro – “I colori, nei miei dipinti, fungono da catalizzatori emotivi, smorzando l’impatto diretto del messaggio e veicolandolo in modo più profondo. Attraverso la mia arte, cerco di dare voce a esperienze e ricordi di vita, trasmettendo messaggi che vadano oltre la semplice visione, raggiungendo la mente e il cuore di chi guarda. I colori, per me essenziali, sono strumenti per dialogare con l’animo umano”.


