SCAFATI – Una sala attenta, partecipe e profondamente coinvolta ha accolto ieri, martedì 16 giugno, presso la Galleria Arte Barbato, lo scrittore e giornalista oplontino Giovanni Taranto, protagonista di una nuova e apprezzata serata culturale dedicata alla presentazione del suo ultimo romanzo: La Chianca, quarto capitolo della saga investigativa del Capitano Giulio Mariani, pubblicato da Avagliano Editore e recentemente insignito del prestigioso Premio Elsa Morante.

L’incontro, introdotto dal gallerista Franco Barbato e dalla curatrice Marisa Nastro, ha visto l’autore dialogare con i giornalisti Peppe Iannicelli e Maria Pia Nocerino in una conversazione ricca di spunti, riflessioni e approfondimenti che hanno catturato l’attenzione del pubblico dall’inizio alla fine.
A fare da suggestiva cornice all’evento, le opere della mostra personale “Preziosità” di Paolo Grimaldi, testimonianza concreta di quel dialogo tra arti visive e letteratura che rappresenta da sempre uno dei tratti distintivi della missione culturale della Galleria Arte Barbato.
Il Capitano Mariani e le storie che nascono dalla realtà
Nel corso della serata Giovanni Taranto ha ripercorso le tappe del suo percorso letterario raccontando la nascita e l’evoluzione del Capitano Mariani, protagonista di una serie che negli anni ha conquistato critica e lettori.
Dall’esordio con La fiamma spezzata (2021) al successo di Requiem sull’ottava nota (2022), vincitore del Premio Mistery per il miglior giallo italiano al Festival del Giallo di Napoli, fino a Mala fede (2023), l’autore ha costruito un universo narrativo credibile e coinvolgente, premiato anche con il Premio Massa come migliore serie crime italiana.
Un percorso che ha portato le sue opere oltre i confini nazionali fino ai cataloghi delle prestigiose biblioteche di Harvard e Princeton e nei progetti di lettura destinati ai giovani dell’Istituto Penale Minorile di Nisida.
Giovanni Taranto:“Io non racconto ciò che piace alla gente, ma ciò che è vero”
Con La Chianca Taranto affronta uno dei temi più dolorosi e attuali della nostra società: la tratta delle donne e la violenza di genere.
Il titolo stesso richiama un’immagine forte e drammatica. Nel dialetto meridionale la “chianca” è la macelleria, luogo simbolico dove vengono smembrate non solo le carni, ma, nella metafora narrativa dell’autore, anche le speranze, i sogni e la dignità delle vittime.
L’autore ha spiegato come la scelta di affrontare questa tematica sia nata dall’esigenza di raccontare una realtà che non può essere ignorata, alla luce dell’impressionante numero di femminicidi registrati negli ultimi anni.
«Io non racconto ciò che piace alla gente, ma ciò che è vero», ha affermato Taranto, sintetizzando una visione della letteratura come strumento di conoscenza, denuncia e consapevolezza civile. Una dichiarazione che racchiude anche l’essenza della sua lunga esperienza nel giornalismo di cronaca nera, dalla quale attinge storie, atmosfere e dettagli che rendono i suoi romanzi estremamente realistici e cinematografici.
Un pubblico coinvolto e partecipe fino all’ultimo applauso
Uno degli aspetti più significativi della serata è stato il forte coinvolgimento dei presenti. Numerosi gli interventi, le domande e le riflessioni condivise dal pubblico che ha seguito con interesse ogni passaggio del dialogo con l’autore.
L’incontro si è trasformato in un autentico momento di confronto collettivo, durante il quale letteratura e attualità si sono intrecciate dando vita a una riflessione profonda sui temi della dignità umana, della giustizia e della responsabilità sociale.
I lunghi applausi finali e i tanti momenti dedicati alle dediche e alle fotografie con l’autore hanno confermato il successo di un appuntamento che ha saputo coinvolgere emotivamente e culturalmente tutti i partecipanti.

I sapori dell’estate nel raffinato buffet di Paluna
A rendere ancora più piacevole l’atmosfera della serata è stato il raffinato buffet estivo curato dall‘Erboristeria Paluna di Patrizia Nastro.
Particolarmente apprezzata la selezione di tisane fredde, infusi aromatici e bevande naturali, proposte in una formula fresca e originale che ha saputo coniugare gusto, benessere e convivialità. Un momento di piacevole condivisione che ha accompagnato le conversazioni tra gli ospiti e favorito l’incontro tra lettori, artisti e appassionati di cultura.
La cura dei dettagli, l’eleganza della proposta e l’accoglienza riservata ai presenti hanno contribuito a creare un clima rilassato e armonioso, perfettamente in sintonia con lo spirito dell’iniziativa.

La cultura come incontro tra bellezza e consapevolezza
Con questo nuovo appuntamento la Galleria Arte Barbato conferma ancora una volta la propria vocazione a essere non soltanto uno spazio espositivo, ma un autentico presidio culturale del territorio.
Attraverso il dialogo tra arte, letteratura e riflessione civile, la galleria continua a promuovere occasioni di crescita e confronto, diffondendo quella bellezza che non si limita all’estetica, ma diventa strumento di conoscenza e partecipazione.

La presentazione de La Chianca si è così trasformata in qualcosa di più di un semplice incontro letterario: una serata di cultura vissuta intensamente, capace di lasciare nei presenti emozioni e nuove consapevolezze.


