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La media dei sondaggi di RealClear Politics che vedeva Joe Biden in vantaggio in Florida, Arizona e Illinois è risultata azzeccata vista la vittoria travolgente dell’ex vicepresidente di Obama sul senatore del Vermont, Bernie Sanders. Nonostante i due candidati non abbiano potuto tenere comizi e dibattiti televisivi con presenza di pubblico in questi giorni a causa dell’emergenza coronavirus, Biden ha stravinto anche questa tornata elettorale aggiudicandosi la Florida con il 62% dei consensi, l’Illinois con il 60% e l’Arizona con il 43% contro il suo avversario che si attesta nei tre stati al 23%, al 36% e al 31%. L’Ohio, visto il momento emergenziale, ha deciso di posticipare le urne a giugno.

Il trionfo di Biden

Le vittorie di Biden hanno dimostrato in maniera incontrovertibile come la maggioranza degli elettori dem lo abbiano ormai indicato come il miglior candidato in grado di sfidare Donald Trump (che nel frattempo si è aggiudicato formalmente la nomination superando la soglia dei delegati necessaria alle primarie repubblicane) alle elezioni presidenziali 2020. Oltre al voto degli afroamericani, zoccolo duro del suo elettorato, Biden ha saputo conquistare i colletti bianchi della classe media, gli operai delle fabbriche, le cittadine di provincia e le famiglie dei suburbi e anche il voto degli ispano-americani, specie cubani, che hanno aspramente criticato le aperture e le dichiarazioni in difesa di Castro fatte da Bernie Sanders nei giorni scorsi.

La geografia dell’elettorato di Biden ci restituisce una fotografia chiara, con una Florida caratterizzata per lo più da elettori bianchi più anziani della media e ispanici tendenzialmente conservatori; l’Illinois, stato perlopiù bianco, cattolico, ma con una forte presenza afroamericana; l’Arizona, con una forte componente ispanica, che però non ha premiato Sanders come in altri stati. Biden primeggia ora con 1147 delegati e difficilmente potrà perdere la corsa.

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La sconfitta di Sanders e i prossimi appuntamenti

Nonostante Sanders abbia ribadito in più occasioni che suo obiettivo primario è quello di fermare l’attuale presidente Trump per una possibile rielezione, le ultime tornate elettorali lo hanno visto sconfitto in uno stato dopo l’altro, tanto che tra il suo entourage si fanno sempre più pressanti le richieste di abbandonare la corsa, per non ripetere gli errori della campagna elettorale del 2016. Il senatore del Vermont, grazie anche alle sue idee dirompenti per il panorama politico americano, risulta ancora vincente tra i giovani e tra le classi più povere e disagiate (come gli ispanici), ma non tra la classe media e gli afroamericani. Al momento attuale, con 861 delegati, risulterà molto difficile per il senatore socialista recuperare nei prossimi appuntamenti elettorali.

Coronavirus permettendo, i prossimi stati in cui si voterà saranno Alaska, Hawaii e Wyoming il 4 aprile e il Wisconsin il 7 che in tutto assegneranno 137 delegati e che potrebbero segnare la disfatta definitiva di Sanders, con un’uscita definitiva dalla corsa elettorale.

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