Lo straordinario risultato è stato pubblicato dalla rivista scientifica Lancet

Primo caso di nascita dopo il trapianto da donatrice deceduta

Il trapianto è stato effettuato in Brasile presso l’Ospedale das Clínicas at the University of São Paulo School of Medicine.

Tutti i precedenti tentativi erano falliti.

Le donne che si erano sottoposte all’intervento di trapianto dell’utero da donatrice deceduta, avevano finito tutte per abortire.

Diversamente è andata invece per una donna di 32 anni, affetta dalla sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser, una condizione genetica che colpisce una donna ogni 4.500 che determina l’assenza o lo sviluppo incompleto della vagina e dell’utero, anche se i genitali esternamente apppaiono normali e le ovaie funzionano.

La donna, prima del trapianto, si era sottoposta alla fecondazione in vitro, per congelare gli embrioni.

A 6 settimane dall’intervento ha iniziato ad avere il ciclo mestraule e a 7 settimane le sono sttai impiantati i suoi ovociti precedentemente fecondati.

La donatrice, una quarantenne, morta di emorragia cerebrale.

Nuovi orizzonti

I trapianti di utero da donatrice vivente costituiscono già una solida realtà.

Almeno una dozzina di bambini in Svezia, negli Stati Uniti e in Serbia sono nati da donne con un utero trapiantato, donato da una donna viva (di solito è la madre che lo cede in favore di una figlia).

La possibilità di concepire anche attraverso l’utero di una donna deceduta chiaramente allarga la platea dei potenziali donatori.

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