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Strangolato dalla madre e non investito da un’auto pirata

Ieri pomeriggio Donatella di Bona, la madre del piccolo Gabriel Antonio (2 anni) aveva detto che il figlio era stato vittima di un incidente stradale.

La versione fornita dalla donna, però, non aveva per niente convinto gli inquirenti.  Nessuna traccia della vettura e sul corpo del bambino nessun tipo di lesione compatibile con un impatto simile a quello descritto.

Inoltre, la vittima presentava sul collo evidenti segni di una forte pressione.

Dopo un interrogatorio durato tutta la notte, la sconvolgente verità

Il piccolo Gabriel Antonio non è morto a causa di un investimento da parte di un’auto pirata.

Ad ucciderlo, strangolandolo e soffocandolo è stata la mamma, Donatella Di Bona.

Dopo un lungo interrogatorio durato tutta la notte, Donatella Di Bona, è stata arrestata dai carabinieri del comando provinciale di Frosinone e dai colleghi della Compagnia di Cassino con l’accusa di omicidio volontario.

Secondo quanto ricostruito, la donna (28 anni) avrebbe perso il controllo in seguito ad una banale richiesta del figlio di tornare dalla nonna.

La donna, stringendogli il collo e chiudendogli la bocca, avrebbe causato la morte del piccolo per asfissia.

Dolore e sgomento tra i cittadini di Piedimonte San Germano

La tragedia è avvenuta a Piedimonte San Germano, un piccolo comune non lontano da Cassino.

“Faccio appello alla sensibilità dei cittadini di Piedimonte San Germano di stringersi in modo composto e silenzioso attorno al dolore che ha sconvolto questa comunità. Intanto, abbiamo richiuso gli accessi su richiesta della compagnia di carabinieri” – sono queste le parole pronunciate dal Sindaco Gioacchino Ferdinandi, sgomento di fronte alle notizie apprese all’alba di questa mattina.

Eravamo una bella famiglia, Gabriel era la gioia di tutti….Non so spiegarmi… non so spiegarmi“- ha riferito la nonna del piccolo Gabriel Antonio.

La salma del piccolo è stata condotta presso la camera mortuaria dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Sul luogo del delitto proseguono i sopralluoghi per definire con precisione la dinamica degli eventi.

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