Cambia il reddito di cittadinanza, in arrivo “Mia”

Arriva Mia a sostituire il reddito di cittadinanza. La misura, in partenza da agosto, dovrebbe garantire importi più alti ai nuclei familiari senza persone occupabili ed importi più bassi per le famiglie formate da persone abili al lavoro. Ecco quali sono i requisiti e i cambiamenti predisposti dal Governo.

 

Reddito di cittadinanza, quali sono i cambiamenti?

Come anticipato dal Governo già prima della sua elezione, il reddito di cittadinanza cambia forma. A cambiare non è solo il nome ma anche i criteri di accesso e la platea dei beneficiari a cui si rivolge la misura. La riforma dovrebbe partire da agosto, si attende nelle prossime settimane l’approvazione del decreto legge da parte del consiglio dei ministri. Il testo è ancora al vaglio del ministero dell’Economia in quanto, da come anticipato, la misura dovrebbe comprendere l’allargamento della platea di lavoratrici ammesse a Opzione donna e il rafforzamento delle politiche attive, con una spesa di circa 1 miliardo di euro.

Il reddito di cittadinanza cambierà a seconda della situazione familiare sia per importo che per durata prevedendo inoltre una stretta sul tetto Isee che dovrebbe scendere a 7.200 euro rispetto ai 9.360 attuali.

 

Reddito di cittadinanza, quale sarà la platea di beneficiari?

La manovra ha previsto che i beneficiari del nuovo reddito di cittadinanza saranno divisi in due differenti categorie. Nello specifico si parla di famiglie povere senza persone occupabili e famiglie con persone occupabili.

Sono definite famiglie povere senza persone occupabili coloro che abbiano all’interno del nucleo familiare almeno un minorenne o un anziano over 60 o un disabile. Nel secondo caso invece si parla di famiglie con persone occupabili ovvero di nuclei familiari con al proprio interno almeno un soggetto tra 18 e 60 anni d’età abile al lavoro. Per entrambe le categorie è stata prevista una modifica dell’importo e delle durata del sussidio.

La misura prevede inoltre anche una modifica del requisito della residenza in Italia, che dovrebbe scendere da 10 a 5 anni, per non incorrere nelle censure della Consulta e di Bruxelles.

 

Reddito di cittadinanza, come cambia l’importo?

Come anticipato, l’importo per la nuova misura varia in funzione delle due categorie di beneficiari a cui il sussidio si rivolge. Nello specifico, stando alle prime notizie relative alla misura, gli importi dovrebbero essere i seguenti:

  • 500 euro al mese per i nuclei familiari non occupabili;
  • 375 euro al mese per i nuclei familiari occupabili.

Si discute inoltre sulla inclusione o meno della quota aggiuntiva nel caso in cui il beneficiario debba pagare l’affitto così come previsto attualmente dal Reddito di Cittadinanza. Si parla della possibilità di aggiungere un’ulteriore quota di 280 euro al mese, da modulare in base alla numerosità del nucleo familiare ed alla presenza di persone occupabili, prevista nei confronti di coloro che debbano pagare l’affitto.

 

Reddito di cittadinanza, nuovo limite Isee

Secondo le prime anticipazioni a cambiare sarà anche la soglia Isee per beneficiare del nuovo sussidio. Nello specifico, il tetto per aver diritto alla nuova misura dovrebbe scendere dagli attuali 9.360 euro a 7.200 euro facendo così ridurrebbe di un terzo la platea dei beneficiari rispetto a quella attuale.

La manovra dovrebbè però prevedere anche l’applicazione della cosiddetta “scala di equivalenza” facendo aumentare l’importo del sussidio in base al numero dei componenti la famiglia.

 

Reddito di cittadinanza, casi di revoca e durata della nuova misura “Mia”

Secondo le prime anticipazioni le regole in caso di revoca della misura dovrebbero essere le stesse, ovvero si perde il diritto alla misura se non si rispettano i requisiti previsti o se si rifiuta la prima offerta di lavoro congrua. L’offerta verrà ritenuta congrua qualora sa in linea con la profilazione della persona occupabile e la sede di lavoro sia all’interno della Provincia di residenza del beneficiario o delle Province confinanti. Saranno inoltre ritenute congrue anche le offerte di contratti brevi, purché superiori a 30 giorni.

Per quanto riguarda la durata della misura rispetto al reddito di cittadinanza attuale, la cui durata stabilita è pari a 7 mesi per gli abili al lavoro e 18 mesi rinnovabili per tutti, la MIA dovrebbe durare per i non occupabili fino a 18 mesi mentre per gli occupabili non più di 12 mesi.

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