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Il premier laburista maltese Joseph Muscat sarebbe in procinto di rassegnare le dimissioni. La notizia è riportata sul quotidiano “Times of Malta”, nonostante l’assicurazione data ieri sera in conferenza stampa di voler rimanere al governo fino a quando le indagini sull’uccisione della giornalista Daphne Caruana Galizia non saranno concluse. Indagini che hanno portato allo scoperto il coinvolgimento di esponenti di primo piano dell’esecutivo.

L’uccisione della giornalista

Reuters recentemente ha pubblicato alcuni particolari della confessione di Vince Muscat, accusato dell’uccisione della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Quest’ultimo venne arrestato nel dicembre 2017 (a due mesi dall’omicidio) insieme ai fratelli Alfred e George Di Giorgio: i tre sono accusati di essere stati gli esecutori materiali dell’omicidio. Inizialmente avrebbero architettato di ucciderla sparandole con un fucile di precisione (acquistato illegalmente in Italia), ma data la difficoltà dell’operazione optarono per far esplodere la sua auto. Anche in questo caso la bomba fu acquistata dalla mafia italiana tramite intermediari maltesi.

Il costo dell’operazione sarebbe stato di 150mila euro. La cifra sarebbe emersa da registrazioni presentate dal tassista-intermediario dell’omicidio Melvin Theuma e in interrogatori separati di quest’ultimo e di Yorgen Fenech (il principale indiziato come mandante). La giornalista all’epoca stava indagando sui presunti coinvolgimenti di alcuni politici governativi nei Panama Papers.

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La svolta nelle indagini

Joseph Muscat si trova da giorni nell’occhio del ciclone per il fatto che il suo braccio destro. Keith Schembri, avrebbe presenziato a diverse riunioni con i servizi segreti ed il premier durante le quali si sarebbe parlato dell’imprenditore Yorgen Fenech, principale sospettato di essere il mandante dell’omicidio e titolare di un fondo segreto: 17 Black. Schembri è stato arrestato e rilasciato dopo essersi sottomesso a un interrogatorio, mentre a Fenech è stata negata la grazia presidenziale nonostante quest’ultimo sperasse di ottenerla dopo aver fornito le prove che, nelle sue intenzioni, avrebbero dovuto inchiodare Schembri.

Tra gli altri avrebbe fatto il nome di Keith Arnaud, il capo della squadra omicidi, denunciando i suoi legami con Schembri e si sarebbe detto pronto a rivelare tutto anche su Konrad Mizzi e Chris Cardona, ex ministri vicini al premier Muscat e titolari di imprese su cui sarebbero transitate somme di denaro dal fondo 17 Black.

La reazioni dopo le ultime novità

I familiari della giornalista uccisa di sono detti sgomenti della scarcerazione di Schembri e affidandosi ai social avrebbero chiesto le dimissioni immediate di Muscat. Dopo le recenti rivelazioni poi la rabbia e l’insofferenza dell’opinione pubblica e della società civile maltese sono cominciate a montare. Per venerdì sera è stata convocata una manifestazione per chiedere a gran voce le dimissioni del primo ministro.

Nel frattempo la Conferenza dei Presidenti del Parlamento europeo dopo gli ultimi fatti ha deciso di inviare una missione urgente per esaminare a fondo la salute dello stato di diritto di Malta. L’eurodeputato dei Verdi Sven Giegold ha poi reso noto che la situazione maltese sarà discussa nella prossima plenaria prevista per dicembre.

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