“Il sistema calcio non funziona più. O lo cambiamo adesso oppure prepariamoci ad avere altri dieci anni come gli ultimi otto”. Con queste parole Fabio Caressa, dopo l’eliminazione dal mondiale di Brasile 2014 (vinto dalla Germania) con tre punti nel Girone, avvertì il mondo calcistico del baratro in cui stava precipitando. Venne ignorato e adesso i risultati ci sono. Terzo mondiale saltato, figuracce su figuracce in Europa. Senza contare tutte le notizie molto poco attendibili su un possibile ripescaggio per un’improbabile esclusione dell’Iran c’è da porsi una domanda: a questo ci siamo ridotti?
La risposta è: sì. Perché se Tavecchio (che di calcio non capiva nulla) almeno ebbe il pudore di dimettersi dopo il 2018, il suo successore Gravina semplicemente ha pensato ad aumentarsi l’ingaggio ed incollarsi sulla poltrona limitandosi ad accusare tutto e tutti (dimenticando di essere stato lui a far cacciare Baggio e far entrare Buffon e Bonucci nello staff della Nazionale ignorando lo scandalo dei finti stipendi). Fortunatamente è talmente impegnato ad umiliarsi pubblicamente che non lo si vedrà mai più in una posizione di potere nella FIGC.
Ma c’è da chiedersi: il calcio italiano ha imparato qualcosa dal disastro in Bosnia? La risposta è no. Vero che una situazione del genere non migliora dall’oggi al domani neanche con una formula magica però sembra che non si vuole imparare. Un esempio: le notizie altisonanti ed entusiastiche sull’arrivo di Lewandoski al Milan o alla Juventus. Perché un altro regalo di Gravina e soci (perché l’unica cosa giusta detta dall’ex presidente è il fatto di non essere l’unico colpevole) sono tutti i benefici per gli acquisti degli Over 30′ o dei giocatori stranieri.
Perché il sistema sta esplodendo e i tanto esaltati fondi d’investimento non sono affidabili. E la situazione difficile della Juve Stabia né è un esempio. E se non ci si sbriga a iniziare a cambiare le piccole cose che le società possono cambiare da sole (come appunto puntare sui propri settori giovanili o decidersi a pagare meno i calciatori in barba ai procuratori), allora i grandi cambiamenti non inizieranno mai. E allora le vittorie di Roberto Mancini con l’Italia e di Gian Piero Gasperini con l’Atalanta rimarranno un miracolo dettato dalla casualità.



