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La legge in vigore in India prevedeva la reclusione fino a 10 anni per “chiunque avesse volontariamente rapporti carnali contro l’ordine della natura”

L’omosessualità non è più reato in India.
Storica la decisione della Corte Suprema indiana con la quale è stata finalmente abolita la “Sezione 377″ del codice penale indiano che prevedeva la reclusione fino a 10 anni per chi intrattenesse relazioni omosessuali.

La sentenza arriva dopo anni di battaglia.
In festa gli attivisti dei diritti civili, le associazioni e l’intera comunità gay internazionale.

La “Sezione 377” del Codice Penale Indiano

Si trattava di una legge introdotta nel 1860 dai britannici.
Era stato James Bruce, ottavo conte di Elgin e viceré dell’India a firmarla, per timore che soldati e funzionari si facessero “corrompere dai vizi dell’Oriente”
La “Sezione 377” era ancora in vigore, nonostante l’India avesse raggiunto l’indipendenza fin dal 1947,
Era stata sospesa solo una volta, nel 2009, sulla base del diritto alla vita privata, ma nel 2013 la Corte Suprema aveva ripristinato la norma penale su impulso di un ricorso presentato da alcuni gruppi religiosi con l’appoggio del governo.

Nessuna legge può punire adulti per atti sessuali consensuali

Il testo della storica sentenza

La Corte Suprema dell’India ha deciso che la legge che ha criminalizzato l’omosessualità fin dal 1860 è incostituzionale e si è così espressa:

«Il sesso consenziente tra adulti in uno spazio privato, che non sia dannoso per i minori, non può essere negato poiché oggetto di una scelta individuale. La Sezione 377 è discriminatoria e viola i principi costituzionali».

«La Sezione 377 è irrazionale, arbitraria e incomprensibile in quanto compromette il diritto all’uguaglianza per la comunità LGBT. La moralità sociale non può violare i diritti dei singoli individui. Il diritto alla privacy come parte del diritto alla vita si applica pienamente alla comunità LGBT».

Resta ancora da combattere in altri paesi

In Asia l’omosessualità continua a essere un reato in Bangladesh, Myanmar, Indonesia e Malesia.

In alcuni Paesi l’omosessualità è punibile con la pena di morte: Arabia Saudita, Pakistan, Afghanistan, Emirati Arabi, Somalia, Sudan, Iran, Nigeria, Mauritania e Yemen

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