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Con il suo travolgente, ma garbato sorriso, Valeria Raciti non ha conquistato solo il titolo di MasterChef 2019, ma il cuore di tutti i telespettatori.

Non è emersa subito, ma puntata dopo puntata, ha iniziato a credere nelle sue capacità.

I suoi occhi gentili (che sono rimasti tali), nel corso del cooking show, si sono accesi di determinazione e voglia di vincere.

Così, piatto dopo piatto, conquista dopo conquista, è arrivata in finale e ha soffiato la vittoria agli altri finalisti, gli agguerriti Gilberto e Gloria.

Nonostante i numerosi impegni che ora assorbono gran parte delle sue giornate, Valeria Raciti ci ha accolti con gran calore e ci hanno concesso l’intervista che di seguito vi proponiamo.

Buongiorno Valeria e grazie per averci concesso questo spazio. Iniziamo a parlare di te

  • Come e quando è iniziata la tua passione per la cucina?

È nata nella cucina di mia nonna Maria, la madre di mia madre… passavo con lei molto tempo da bambina e lei era sempre ai fornelli…Mi sono innamorata a poco a poco dei profumi e dei sapori dei suoi manicaretti e da allora la mia passione non ha mai avuto fine. Non ricordo un momento effettivo… ma posso ricollegare ad un preciso odore il mio interesse verso il mondo della cucina. Da piccola non amavo l’odore acre e pungente del pomodoro crudo, ma adoravo letteralmente (e adoro tuttora) il profumo del pomodoro appena messo sul fuoco. L’idea che fosse solo il passaggio sul fuoco, l’atto del “cucinarlo” che ne decretava una tale differenza di percezione, mi ha stregato. È stato così che ho capito che in cucina potessero avvenire piccoli miracoli.

  • Il primo piatto perfetto, quello che ricordi con una certa soddisfazione.

Sempre da piccolissima, una domenica mattina mia nonna mi chiese aiuto ad impastare le polpette, badiamo bene, le ho solo impastata…lei aveva bilanciato gli ingredienti e fatto tutto il resto…vennero squisite ed io me ne presi tutto il merito. Ad oggi lo ricordo come il mio primo vero successo.

  • Cosa non dovrebbe mai mancare nella tua dispensa?

Verdure fresche di stagione, sale, olio EVO, uova, farina e le conserve di pomodoro che prepariamo in estate a sufficienza per l’intero inverno. Oltre ciò, una dose sufficiente di AMORE. Ingrediente fondamentale in ogni mio piatto.

  • Osservandoti lavorare a MasterChef, a differenza degli altri concorrenti, tu hai sempre trasmesso un grande senso di serenità. Cosa rappresenta per te la cucina?

La cucina è sempre stata la mia isola felice, la zona di confort in cui rifugiarmi per trovare e ritrovare me stessa. Ho cercato di sentirmi nella cucina di Masterchef come nella cucina di casa. Questo atteggiamento mi ha aiutato tantissimo a controllare la tensione.

  • Una passione al di fuori della cucina?

Amo molto i fiori, a casa ho molte piante di rose che curo personalmente. Mi piace leggere, e recitare amatorialmente in teatro, soprattutto dialettale siciliano

 

Parliamo ora di MasterChef

  • Protagonisti oltre ai concorrenti, i quattro giudici, un aggettivo per definire ognuno di loro

Cannavacciulo : appassionato

Barbieri: audace

Locatelli: affascinante

Bastianich: empatico

  • Con chi dei quattro giudici hai avuto maggiore affinità?

Mi sono sempre sentita molto affine con Chef Cannavacciulo, se non altro perché siamo meridionali entrambi e privilegiamo l’utilizzo di materia prima che ci accomuna.

  • Chi dei quattro, invece, hai temuto maggiormente?

Sempre Chef Cannavacciuolo. Pretendeva la perfezione assoluta, nel piatto e nell’atteggiamento durante la prova.

  • Immagino che i concorrenti, durante la registrazione delle puntate, trascorrano molto tempo insieme. Terminata la trasmissione resta un rapporto di amicizia fra i concorrenti o almeno con un gruppo di essi?

Posso parlare della mia personale esperienza, e penso di aver un buon rapporto con tutti. Con alcuni poi è proprio nata una bellissima amicizia.

 

Valeria Raciti. Amore curiosità istinto. La mia cucina felice

Valeria Raciti. Amore curiosità istinto. La mia cucina felice

 

E infine parliamo del libro – “Amore curiosità istinto.La mia cucina felice”

  • 100.000,00 euro e la pubblicazione del tuo primo libro di ricette edito da Baldini & Castoldi – che tipo di ricette troviamo nel tuo libro?

Ricette che raccontano l’amore per la mia terra e la mia voglia di intraprendere un viaggio culinario senza confini. La maggior parte dei piatti proposti ritengo possano essere alla portata di tutti, qualche ricetta è un po’ più impegnativa, ma tutte realizzabili.

  • Su e giù per l’Italia per promuovere il libro. Come si conciliano i nuovi impegni con quelli di mamma di due bambini?

Non so chi abbia messo in giro questa voce, ma non sono ancora mamma. I due bimbi che spesso compaiono nelle mie foto sono i miei bellissimi nipoti.

  • Impegni e/o progetti per il futuro?

Tanti e tutti in divenire.

  • Per finire, una tua ricetta per i nostri lettori. Magari una cosa semplice nella speranza che anche per una come me, una volta tanto gli ingredienti rispondano ai miei comandi e non vengano deluse le mie aspettative. Avrai capito che per me cucinare equivale a condurre un’astronave.

(ride) – Dunque, cuociamo della passata di pomodoro rustica per almeno 1 ora a fuoco lentissimo, aggiungiamo il sale.

A parte tagliamo a tocchetti una melanzana violetta e friggiamola in abbondante olio caldissimo.

Soffriggiamo, in un fondo d’olio EVO 2 spicchi d’aglio privati dell’anima e tagliati molto finemente, insieme ad un peperoncino fresco a pezzetti e del prezzemolo tritato. Aggiungiamo al soffritto la salsa e lasciamo insaporire. Uniamo infine un mazzetto di basilico spezzettato con le mani.

Cuociamo al dente degli spaghettoni e condiamoli con il sugo e con le melanzane. Per finire una grattugiata di caciocavallo stagionato.

Questa ricetta è una sorta di rivisitazione piccante della pasta alla Norma. Io ne vado ghiotta.

 

Grazie Valeria! Ho già l’acquolina in bocca. Mi cimento subito in questa rivisitazione e sono certa che lo faranno in tanti. Magari questa volta “l’astronave” mi apparirà meno difficile da condurre. Grazie ancora per il tempo concessoci e auguri per il tuo prossimo futuro. Sono certa che sentiremo parlare a lungo di te. Dunque, a presto! 

 

 

 

 

 

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