Kokocinski al Museo Archeologico Nazionale


La personale di Alessandro Kokocinski al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Dal 7 aprile al 5 giugno il Museo Archeologico Nazionale di Napoli presenta al pubblico la mostra personale di Alessandro Kokocinski dal titolo ‘Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown’promossa ed organizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che rappresenta l’ideale prosecuzione dell’esposizione realizzata nel Museo di Palazzo Cipolla a Roma nell’anno 2015.

L’esposizione contempla un corpus di oltre settanta opere polimateriche dalle tecniche fortemente innovative: dipinti, sculture, altorilievi, installazioni, disegni, filmati, versi poetici, libri d’artista.

Tutte esse sono ispirate alla metamorfosi della maschera che l’artista definisce «mediatrice fra noi e il vuoto insondabile celato», la cui iconografia accompagna da sempre la storia e la storia dell’arte: fra mito, finzione, realtà.

La cartapesta è assoluta protagonista, elemento coagulante, materia dell’effimero. Il limite tra pubblico e palcoscenico si assottiglia fino a scomparire. La marionetta si cala nell’umano, l’umano si trasforma in burattino.

Il percorso espositivo si articola in sei aree, scalate con continuità di rimandi: L’Arena; Pulcinella; Petruška; Sogno; Il Clown; Maschera Interiore.

L’itinerario è animato da tre grandi installazioni: Olocausto del Clown tragico, Non l’ho fatto apposta (quest’ultima si avvale della preziosa partecipazione di Lina Sastri, in un video di corredo)  e Sguardo al futuro nascente, recentissima creazione appositamente realizzata per questa esposizione.

Ricchissima la grafica e i disegni: quasi pergamene di altri mondi, tra caratteri atletici, forme aperte, lontananze arcaiche, silenzi luminosi.

Perturbante a tratti e più che mai soave, Kokocinski combina gli spunti del fantastico di impronta russa col realismo sudamericano, la tradizione pittorica italiana e spagnola coi monumenti del teatro popolare napoletano, il dettato dell’arte scenica con quello della componente circense.

È infatti al circo che afferisce la maggior parte delle opere esposte, ben conosciuto da Kokocinski  per avervi lungamente lavorato.

Pulcinella affianca Petruška, si mescola alle clownerie, la stravaganza teatrale si alterna alla gravità, gli esercizi coi cavalli alle tauromachie. In una galleria di composizioni mosse da flussi esistenzialisti. La coscienza della maschera umana tutto permea. E il mascheramento diviene verità.

 

 

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