La Francia ci riprova! Missione? Accaparrarsi l’intera cima del Monte Bianco


La vicenda della proprietà della cima del Monte Bianco affonda le sue radici nei Trattati di Torino del 1860 e nel Trattato di Pace di Parigi del 1947. Entrambi stabiliscono che il confine tra Francia e Italia è quello naturale dello spartiacque fluviale del Colle del Gigante. Ciò significa che una porzione piuttosto consistente di punta Helbronner e la zona circostante al rifugio Torino appartengono all’Italia.

Con una recente ordinanza i Comuni di Chamonix e di Saint-Gervais hanno vietato il sorvolo in parapendio di tutta la zona della vetta del Monte Bianco .

Dietro la mossa operata dai cugini francesi per accaparrarsi l’intera cima, naturalmente c’è un forte interesse economico.

Monte Bianco come nel Risiko

Già in passato i francesi ci avevano provato. Nel 2015, l’apertura dell’impianto funiviario italiano “Skyway Monte Bianco” che collega Courmayeur con punta Helbronner aveva riscosso notevole successo commerciale.

L’impianto francese di Chamonix aveva molto risentito della concorrenza. Così, su incarico del sindaco di Chamonix, alcuni operatori avevano provveduto, senza alcuna concertazione con le autorità italiane, ad istallare dei sistemi di chiusura che impedissero il diretto accesso dal rifugio al ghiacciaio del Gigante e quindi alla cima.

L’increscioso episodio si risolse con un accordo tra le diplomazie dei due Paesi. Si decise di rinviare ogni conclusione sull’esatta definizione dei confini. Si stabilì inoltre che in futuro nessuna parte avrebbe intrapreso atti unilaterali sulle porzioni di territorio interessate dal contenzioso.

Ma i patti non sono stati rispettati e questa volta la diplomazia tocca esercitarla a Luigi di Maio, appena nominato Ministro degli Affari Esteri.

 

 

 

 

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