La pace comincia a Rimini


Il tema del quarantesettesimo meeting di Comunione e Liberazione a Rimini è stato “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, un omaggio a Dante Alighieri, che ha ispirato convegni, mostre, spettacoli, confronti e dialoghi, inviando un messaggio agli uomini e alle donne di questo tempo. Bisogna costruire la pace dialogando, mettendosi alla ricerca del vero e del giusto, senza censurare nulla. Comunione e Liberazione è un movimento di natura conservatrice, fondato da don Luigi Giussani, che predicava una presenza fortissima dei suoi seguaci nella società civile, in modo da condizionarne le scelte. Era un’idea di Chiesa muscolare e sovrapponibile a quella di Giovanni Paolo II.
Il Papa polacco era amico di don Giussani e fu ospite nella terza edizione del Meeting, quando Comunione e Liberazione era un movimento ancora piccolo e non molto conosciuto. Negli anni l’impostazione di don Giussani si è riflessa, sia in un intenso impegno dei suoi seguaci in politica, nell’imprenditoria e nella pubblica amministrazione, sia nella trasformazione del Meeting in un evento, a cui invitare le persone più potenti del momento. L’influenza di CL e quella del Meeting si sono alimentate a vicenda, e ogni anno buona parte del governo in carica partecipa agli incontri. Nel 2012 fu ospite l’allora presidente del Consiglio Mario Monti, nel 2015 toccò a Matteo Renzi, nel 2017 a Paolo Gentiloni, nel 2022 a Mario Draghi, nel 2025 a Giorgia Meloni e tutti sono stati applauditi e ascoltati con attenzione, a prescindere dal colore politico. Le riflessioni accadute, durante questi sei giorni di eventi al meeting di Rimini, hanno riguardato anche la ricerca di una prossimità col potere, unita a una certa autoreferenzialità, che invece andrebbe abbandonata, perché negli anni passati ha alienato Comunione e Liberazione da altri pezzi importanti della Chiesa, soprattutto quelli più progressisti. Per questo stesso motivo probabilmente i papi successivi a Giovanni Paolo II si sono tenuti abbastanza lontani dal Meeting di Rimini. Papa Francesco aveva persino rimproverato pubblicamente Comunione e Liberazione, accusandola di limitarsi a celebrare le ceneri di don Giussani, e di avere  problemi al suo interno.
Nel 2021 Papa Francesco aveva anche rimosso i dirigenti dei Memores Domini, una delle più note e influenti associazioni legate a CL, nella quale aveva un ruolo  anche l’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che poi ha avuto problemi con la giustizia. Dopo un periodo di cambiamenti interni e una certa distanza dalla politica, Comunione e Liberazione è tornata ad avere con quest’ultima associazione e lo stesso Formigoni rapporti piuttosto disinvolti, e seppure adesso sostenga di non avere più partiti di riferimento, il suo nuovo capo Davide Prosperi ha invitato apertamente, alle ultime consultazioni, i componenti del gruppo a votare Sì al referendum costituzionale sulla giustizia. Insomma sembra esserci un certo ritorno al passato, che ha creato qualche tensione dentro la stessa CL e così anche per questo, forse, nel suo discorso Papa Leone XIV ha sottolineato l’importanza dell’”unità tra i ciellini e anche tra gli stessi, che sono chiamati a guidare il Movimento. In effetti Papa Leone, nel suo primo anno di pontificato, sta cercando di tenere insieme le varie anime della Chiesa Cattolica, anche attraverso i suoi incontri pubblici, con lo scopo di perseguire lui stesso, una certa unità della Chiesa Cattolica. Questa edizione del Meeting ha raggiunto risultati storici, anche dal punto di vista dei numeri con ben novecentomila presenze, centocinquanta incontri, tredici mostre, tredici spettacoli, l’impegno di tremila e trecento volontari, e l’apertura di spazi, come il Villaggio Ragazzi Yoga e l’Enel Sport Village, che hanno accolto migliaia di bambini e ragazzi per tutta la settimana. Alla luce dell’enciclica Magnifica Humanitas e del discorso del Santo Padre americano, che è entrato già nella storia del Meeting, si può aprire adesso un orizzonte ampio e affascinante per un futuro, che può essere vissuto come una promessa, e non una minaccia.
Anche, grazie alle parole di Papa Leone XIV, la prossima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, la quarantottesima, che si terrà a Rimini dal 20 al 25 agosto 2027, avrà come titolo “Pionieri coraggiosi per custodire l’umano”. Il Papa americano ha sottolineato come al falso realismo che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica debba saper opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici, e tutti, anche gli avversari, sono al contrario fratelli e sorelle, da guardare negli occhi e incontrare nella verità. Per Papa Leone XIV è necessario coltivare l’amicizia sociale, perché essa rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità. Le parole più significative del Papa americano sono state  le seguenti: “Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte”. Fin dalla prima edizione del grande evento di Comunione e Liberazione, a Rimini nel 1980, senza alcuna eccezione, ogni anno i Pontefici hanno fatto giungere il loro messaggio al Meeting. Le parole dei pontefici hanno costantemente offerto chiavi di lettura fondamentali, per declinare il tema della manifestazione, accompagnando il lavoro dei volontari e la riflessione dei partecipanti, come testimoniato anche dalle precedenti di Papa Leone XIV per l’edizione nel 2025. Una delle pietre miliari della storia dei Meeting di Rimini è sicuramente la memorabile visita di san Giovanni Paolo II il 29 agosto 1982. Infatti nel suo celebre discorso, il Papa polacco tracciò una rotta, che ancora fa da guida all’evento di Comunione e Liberazione. Fu un appello sbalorditivo quello che Papa Wojtyla lanciò dall’auditorium della vecchia fiera, dicendo le testuali e in un certo senso profetiche parole: “La pace oggi è gravemente minacciata, la scienza e la tecnica rischiano di generare uno squilibrio carico di conseguenze negative nel rapporto tra uomo e uomo, tra l’uomo e la natura, tra nazioni e nazioni. Da questa contraddizione, che sembra inarrestabile, perché strutturalmente connessa al mistero del male, è necessario che lo sguardo si volga all’artefice della nostra salvezza, per generare una civiltà che nasca dalla verità e dall’amore. La civiltà dell’amore. Per non agonizzare, per non spegnersi nell’egoismo sfrenato, nell’insensibilità cieca al dolore degli altri. Fratelli e sorelle, costruite senza stancarvi mai questa civiltà ! “.
Nell’estate del 1991, durante un incontro a Castel Gandolfo, che prevedeva la Messa e la colazione con il Papa, alcuni dirigenti del Meeting ebbero modo di confrontarsi con Giovanni Paolo II e, cogliendo l’originalità del Meeting, il Papa polacco pronunciò una frase destinata a restare nella storia: “Voi fate una cultura di frontiera”. Papa Wojtyła regalò un altro momento di profonda commozione il 22 agosto 2004, quando ci fu un collegamento in diretta con il Santo Padre al termine della Santa Messa celebrata a Rimini, presieduta dall’allora Vescovo Mons. Mariano De Nicolò e trasmessa su Rai 1.
Dopo un saluto a don Luigi Giussani, gravemente ammalato e che, proprio come lui, avrebbe lasciato la vita terrena nel 2005, Giovanni Paolo II ricordo’ come il cristianesimo, nonostante i limiti e gli errori umani, costituisca il più grande fattore di vero progresso, perché Cristo è principio inesauribile. Anche se non è mai entrato nei padiglioni della Fiera di Rimini in veste di Pontefice, anche Joseph Ratzinger è stato uno dei grandi protagonisti della storia dei Meeting. Il 1° settembre 1990, l’allora Cardinale e Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede tenne uno storico intervento, dal titolo “Una compagnia sempre riformanda”, un testo di grande densità, ancora attuale, e citato in più occasioni anche dal suo successore, Papa Francesco. Nel suo intervento al Meeting, il cardinale Ratzinger affrontò il tema del rinnovamento della Chiesa, superando i pregiudizi che la riducono a semplice istituzione soffocante. Il Cardinale respinse le proposte di riforma basate sull’attivismo o su logiche puramente democratiche, le quali rischiano di trasformare la fede in opinione, e la Chiesa in un prodotto umano fatto da sé. La vera riforma venne piuttosto definita come ablatio,, un’opera di purificazione, che toglie le sovrastrutture umane, per far risplendere l’immagine autentica di Dio e l’essenziale. Questo percorso richiede un’apertura all’Eterno attraverso la fede, la grazia del perdono, e la capacità di accogliere la sofferenza, trovando nei Santi la vera guida. Quello stesso giorno, il cardinale Ratzinger fece una conferenza stampa, dialogando in modo aperto e serrato con numerosi giornalisti. Papa Francesco, ha proseguito la tradizione dei messaggi pontifici, e ha incontrato in udienza, alla fine della manifestazione, alcuni dei testimoni e protagonisti che hanno animato le edizioni del Meeting.
Tra questi si ricordano l’incontro con padre José Maria “Pepe” di Paola a Santa Marta il 24 agosto 2013 e il commovente incontro con due padri, l’israeliano Rami Elhanan e il palestinese Bassam Aramin, che persero le loro figlie per il terrorismo e l’occupazione militare. L’ultima visita di Papa Leone XIV al Meeting di Rimini nel pomeriggio di questo 22 agosto può essere intesa come il culmine di un percorso di intenso dialogo iniziato il 26 agosto 2025, quando il Papa americano ha incontrato Diane Foley, la madre del giornalista James W. Foley, rapito e ucciso dall’Isis. Il 26 gennaio 2026, il Santo Padre ha ricevuto in udienza privata il presidente della Fondazione Meeting, Bernhard Scholz, che gli ha formalmente rinnovato l’invito per questa ultima edizione di Rimini. La gioia si è trasformata in attesa il 19 febbraio scorso, con l’ufficializzazione della visita, perché fin dall’inizio del suo pontificato, Papa Leone ha invitato a costruire luoghi di amore, pace e riconciliazione e la sua ultima visita rende gli organizzatori di Comunione e Liberazione ancora più consapevoli e responsabili di come il Meeting, come luogo di incontro e di sincero dialogo, debba procedere alla ricerca del vero, del bello e del giusto, rappresentando un punto di riferimento illuminante per le centinaia di migliaia di visitatori, e per i volontari e i collaboratori che vi partecipano. L’ultimo evento che ha anticipato i temi dell’incontro e le prospettive di pace e dialogo del Meeting di Rimini, testé concluso, è stato quello internazionale del Pontefice, mercoledì 18 marzo. Nell’occasione è stata presentata a Papa Leone XIV la mostra “Chiamati due Volte. I martiri d’Algeria”, poco prima della partenza del Santo Padre, per il suo viaggio apostolico nel Paese nordafricano, avvenuta il 13 aprile.
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